Russi e ucraini popoli fratelli

patriarcato russiaSebastopoli, 3. "Oggi la mia ardente preghiera è che i fratelli non si guardino mai attraverso l'alzo di un'arma da fuoco, che non sollevino mai la mano gli uni verso gli altri. Niente separa i fratelli tanto quanto il sangue versato":  è l'appello lanciato ieri, a russi e a ucraini, dal Patriarca di Mosca, Cirillo, in visita a Sebastopoli, la città della Crimea che ospita le flotte navali delle due ex repubbliche sovietiche. Cirillo ha invitato le due nazioni a evitare qualsiasi conflitto armato e, "come Patriarca di tutte le Russie, vi benedico, russi e ucraini, affinché cooperiate pacificamente".
Domenica, settimo giorno del suo pellegrinaggio in Ucraina, Cirillo si è recato a Sebastopoli - l'antica Cherson o Khersones - per commemorare il santo profeta Elia (del quale il 2 agosto ricorreva la festa) nella cattedrale di San Vladimiro. Un luogo di grande importanza storica questa città della Crimea:  qui infatti, secondo la tradizione, fu battezzato il principe Vladimiro, artefice della successiva cristianizzazione della Rus' di Kiev.



Nel suo sermone, il Patriarca di Mosca ha fatto un paragone fra le azioni del profeta Elia e del principe Vladimiro. "Essi - ha spiegato Cirillo - lottarono contro il paganesimo, contro le divisioni. Ciò è importante anche oggi, in un'epoca dove i falsi valori confondono i popoli". Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha invitato i presenti a pregare il Signore affinché "dia alla nazione la forza di preservare l'unità spirituale, di custodire la fede ortodossa, con i suoi tesori e valori spirituali". Dopo la Divina liturgia, Cirillo si è rivolto ai rappresentanti, russi e ucraini, della flotta di stanza a Sebastopoli ringraziandoli per il loro lavoro:  "La nostra fede - ha detto - è il solo vincolo spirituale che unisce i popoli al di là delle frontiere politiche e delle nazionalità".
Nel frattempo la visita di Cirillo in Ucraina ha subito una modifica. Dopo Sebastopoli, il Primate della Chiesa ortodossa russa doveva recarsi a Rivne, capoluogo dell'omonima provincia nella zona nord-occidentale del Paese, e da lì a Korets, per un incontro nel convento stauropegiaco della Santa Trinità. Motivi di sicurezza - la regione occidentale dell'Ucraina è abitata in gran parte da ortodossi fedeli al Patriarcato di Kiev, che proclama la sua autonomia da Mosca - hanno spinto le autorità a far rientrare Cirillo nella capitale. La notizia è stata confermata dall'arcivescovo Hilarion, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, il quale ha sottolineato che Cirillo "è rimasto profondamente dispiaciuto per il cambiamento di programma e ha espresso la sua speranza di poter visitare Rivne in un futuro prossimo".
Il viaggio del Patriarca di Mosca si dovrebbe concludere mercoledì 5 agosto con la commemorazione dell'icona della Madre di Dio alla lavra di Pochayiv.



(©L'Osservatore Romano - 3-4 agosto 2009)