UNA LEGGE CHE RICONOSCE “LA DIMENSIONE RELIGIOSA”
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- Creato: 23 Luglio 2009
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Plauso della Chiesa cattolica russa alla legge che inserisce l’insegnamento della religione nelle scuole, annunciata ieri dal presidente Medvedev dopo un dibattito di 10 anni. E’ il segno – commenta al Sir mons. Paolo Pezzi, arcivescovo dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca - della volontà di “non escludere la dimensione religiosa dalla educazione”. Ed aggiunge: “Comprendendo che ci si trova in un Paese a maggioranza cristiano-ortodossa, è comprensibile che l’insegnamento desse priorità al cristianesimo ortodosso”. A questo riguardo, mons. Pezzi esprime l’esigenza, da parte della Chiesa cattolica, che nei manuali utilizzati “laddove viene fatto un riferimento al cattolicesimo, questo venga fatto nel rispetto. A questo proposito abbiamo dato disponibilità a valutare e correggere noi stessi quelle parti dei testi che riguardano il cattolicesimo. Una valutazione che dovremmo poi fare nel concreto e in futuro, è quella di richiedere eventualmente la possibilità di un insegnamento della religione cattolica in quelle scuole dove si presentasse concretamente un numero sufficiente di alunni che potrebbe giustificare questa presenza”. Visto poi che la legge prevede un corpo insegnante laico, secondo mons. Pezzi la legge non chiarisce “come avviene la preparazione degli insegnanti e quale ruolo svolge la Chiesa”, a garanzia che “sia una autentica formazione religiosa”.
© SIR 23 luglio 2009
© SIR 23 luglio 2009