Studiare e formarsi in Iraq · Sostegno della Chiesa in Francia agli studenti universitari di Kirkuk ·

studio kirkukKirkuk, 22. Continua l’iniziativa promossa dalla Chiesa in Francia a sostegno della popolazione irachena. In particolare, tutte le diocesi francesi sono state coinvolte e continueranno a farlo in un progetto di aiuto a favore degli studenti rifugiati a Kirkuk. A coordinare sul posto l’iniziativa è monsignor Youssef Thomas Mirkis, arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, che offre quotidianamente a questi studenti alloggi, accesso alla cura, connessione a internet e cibo. Il numero degli studenti è aumentato costantemente e attualmente sono in settecento a essere accolti dal vescovo Mirkis.

L’offensiva violenta dei jihadisti dello stato islamico (Is) in Iraq ha causato la fuga di più di centocinquantamila persone. E diversi atenei e istituti universitari hanno dovuto sospendere ogni attività. Tra i rifugiati figurano molti studenti.
L’obiettivo di monsignor Mirkis è che i giovani restino in Iraq a formarsi perché «da loro — ha spiegato — dipende il futuro dell’Iraq». Per questo motivo la Chiesa in Francia — riferisce l’agenzia Sir — ha deciso di sostenere gli studenti iracheni invitando le comunità cattoliche transalpine a mobilitarsi nella preghiera e con una colletta di fondi.

Lo scorso anno, con i fondi raccolti soprattutto in Francia e in Germania — riferisce monsignor Mirkis — «abbiamo potuto dare una sistemazione dignitosa a ottocento famiglie e consentire a cinquecento ragazzi di proseguire l’università». Per continuare a raccogliere il denaro necessario, la Conferenza episcopale francese, in collaborazione con l’Oeuvre d’Orient (partner del progetto), ha anche lanciato una pagina di donazione online con una piattaforma di crowdfunding. Questa prima fase di raccolta dovrebbe permettere di ottenere circa quarantottomila euro entro un mese.

©    © Osservatore Romano  22.9.2017