Mai odio se c’è Dio

arcobalenoMOSCA, 5. «Le ostilità fratricide avvenute in terra ucraina non devono provocare separazione tra i figli della Chiesa e seminare odio nei loro cuori. Il vero cristiano non dovrebbe odiare né le persone vicine né quelle lontane»: nel messaggio diffuso in occasione del Natale ortodosso che, secondo il calendario giuliano, si celebra il 7 gennaio, il patriarca di Mosca, Cirillo, ha rivolto un particolare pensiero al popolo ucraino, esortando tutti i fedeli «della nostra Chiesa multietnica a pregare con fervore affinché cessino le ostilità in Ucraina e guariscano le ferite inflitte dalla guerra alle anime e ai corpi.
In chiesa, nelle nostre case imploriamo Dio con tutto il cuore affinché ciò si realizzi. Preghiamo per i cristiani che vivono lontano dai nostri Paesi e soffrono a causa dei conflitti militari», ha detto il primate della Chiesa ortodossa russa. Il patriarca ha ricordato le parole di Matteo , 5, 43-45: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». «Possano le parole del Signore — ha auspicato Cirillo — guidarci nella vita, in modo che il rifiuto e l’odio verso gli altri non trovino mai posto nelle nostre anime». Che «le inevitabili difficoltà non ci spaventino, che le prove che tutti noi dobbiamo affrontare non ci annientino. Dio è con noi, e le paure scompaiono dalle nostre vite. Dio è con noi e troviamo così la gioia e la pace dell’anima. Dio è con noi ed è fondando su di lui le nostre speranze che realizziamo il nostro cammino terreno». Infatti, ha affermato ancora, «quando segue Cristo, l’uomo si oppone alle forze che reggono questo mondo, non cede alle tentazioni lungo il suo cammino», e supera gli ostacoli che il peccato gli frappone davanti. Il 1° gennaio a Kiev si è svolta una marcia della pace promossa dalla Comunità di sant’Egidio e dalla Chiesa cattolica alla quale hanno preso parte numerosi fedeli. L’iniziativa ha avuto luogo in contemporanea in altre ottocento città nel mondo.

© Osservatore Romano - 6 gennaio 2015