Ortodossi greci e crisi economica
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- Creato: 24 Aprile 2012
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ATENE, 24. Riduzione delle risorse ma anche nuove iniziative per affrontare il futuro: la Chiesa ortodossa di Grecia si trova a subire gli effetti della pesante crisi economica che il Paese attraversa. Secondo un vecchio accordo le autorità statali garantiscono il pagamento dei salari ai preti: si tratta di oltre diecimila membri del clero che costano circa 190 milioni di euro l’anno. Ma il Governo, in conseguenza ai vincoli internazionali per il risanamento delle finanze, ha previsto di tagliare i fondi per il loro sostentamento, incidendo di conseguenza sui salari, che mediamente si aggirano sui mille euro mensili. L’agenzia Reuters cita l’intervento di un prete, Ignatios Stavropoulos, che pone in risalto il momento generale di forte difficoltà: «Le casse sono vuote e il sistema sta collassando». La Chiesa, intanto, cerca di preservare il più possibile le opere caritative promuovendo anche un maggiore utilizzo dei laici volontari, che coprano la carenza di religiosi. Soprattutto l’alto numero di disoccupati — più che raddoppiati nell’ultimo anno ad esempio nella sola capitale Atene — richiede un maggiore lavoro per le mense che offrono pasti gratuiti, a fronte della scarsa disponibilità economica, dovuta anche alla riduzione delle donazioni dei fedeli.© Osservatore Romano - 25 aprile 2012