di RICCARDO BURIGANA"I giovani devono giocare un ruolo importante attraverso le Chiese nella vita pubblica così come centrale è il posto della Chiesa nella società": con queste parole si è aperta l'assemblea del Youth Forum del South African Council of Churches (Saccyf) che si è tenuta a Johannesburg dal 13 al 15 dicembre 2011. Questa Assemblea che ha avuto come tema "Building Vibrant Youth Ecumenism through Unity and Cohesion beyond 21st Century", è stata l'occasione per proseguire nel ripensamento del ruolo dei giovani cristiani nella società sudafricana alla luce della loro attiva partecipazione al movimento ecumenico. Si tratta di un processo di ripensamento che ha avuto inizio nel 2008 con la Consultazione dei responsabili dei gruppi giovanili delle Chiese e delle comunità ecclesiali che fanno parte della South African Council of Churches (Sacc). In quella Consultazione venne presa la decisione di dare maggiore organicità a quanto i giovani già facevano a livello ecumenico in Sud Africa. Per il nuovo Sud Africa era necessaria un'azione da parte dei giovani in continuità con il passato ma al tempo stesso profondamente diversa tenuto conto delle nuove sfide con le quali la società sudafricana era chiamata a confrontarsi; per questo l'assemblea del 2011 è stata pensata per essere un'occasione nella quale rendere evidente il desiderio di cambiamento così presente nel movimento ecumenico giovanile sudafricano, del quale il Saccyf è l'espressione più dinamica e articolata. Infatti questo organismo comprende quattro livelli di partecipazione (membri a pieno titolo, osservatori, associati e affiliati) è formato da sei province territoriali (Limpopo, Eastern Cape, Western Cape, Gauteng, Free State, Mpumalanga e Kwa-Zulu Natal). Alla luce dell'esperienza del Saccyf i giovani si propongono di essere un elemento fondamentale nel disegnare un nuovo corso della storia della società e della Chiesa in Sud Africa, coniugando lo spirito profetico e la battaglia sui principi, che tanto hanno segnato la vita del Paese, con una serie di interventi puntuali in grado di mostrare in concreto la volontà di cambiamento. Nei lavori dell'Assemblea è apparso evidente che l'esperienza ecumenica dei giovani ha determinato la scelta di operare, con maggiore forza, per superare le barriere che ancora esistono nella società sudafricana, ma soprattutto per rimuovere le cause della povertà e dell'ingiustizia che provocano situazioni di emarginazione e di violenza. Da questo punto di vista è stata centrale la discussione su quanto i cristiani possono ancora fare nella campagna contro la diffusione dell'aids in Sud Africa. Per Mxolis Sonti, segretario della provincia Eastern Cape del Saccyf, impegnato anche in alcuni progetti internazionali del Consiglio ecumenico delle Chiese, si deve riconoscere che i cristiani hanno operato ecumenicamente per accogliere i malati di aids, abbracciando tutti coloro che vivono nella sofferenza, anche se ci sono ancora tante realtà che provano avversione verso coloro che sono sieropositivi condannandoli all'emarginazione. Per Sonti, che appartiene al clero della Chiesa anglicana, il capitolo 14 della Lettera dei Romani indica la strada ai cristiani "che hanno le risorse per aprirsi a una comunione in grado di abbracciare tutti e nella comunione si può trovare l'opportunità di conoscersi sempre meglio gli uni e gli altri, come in realtà siamo". Anche per questo dall'assemblea è stato confermato l'impegno a potenziare i progetti per l'assistenza dei malati e delle loro famiglie e per la creazione di percorsi educativi sulla malattia e sulle sue cause, rivolti soprattutto alle giovani donne.
Nei lavori dell'Assemblea non sono mancati i riferimenti alle ragioni profonde che hanno determinato la nascita della Saccyf che "è una comunione di organizzazioni ecumeniche giovanili all'interno della Chiesa che confessano il Signore Gesù Cristo come Salvatore secondo le Scritture": il continuo richiamo alle Scritture ha rappresentato un altro degli elementi fondamentali dell'assemblea. Numerosi sono stati i momenti di preghiera e di meditazione della Parola di Dio che hanno assunto un significato tanto rilevante per i lavori dell'assemblea dal momento che le Scritture devono costituire la fonte privilegiata nel rafforzamento di una testimonianza ecumenica nella società; per il Saccfy le pagine della Scrittura possono così guidare e sostenere e guidare la loro opera a favore degli ultimi e della costruzione di un futuro diverso dal presente. Proprio in virtù della lettura e l'ascolto della Parola di Dio il Saccyf si sente di essere uno strumento a servizio delle comunità cristiane "per stimolare una reale comunione, cooperazione e unità tra i membri della Sacc e tra tutti i cristiani nella comune missione dell'annuncio del vangelo e della lotta contro l'emarginazione in Sud Africa". L'Assemblea ha sottolineato l'importanza della comunione come elemento fondamentale nella vita non solo della Saccfy, ma della stessa Chiesa e della società in Sud Africa e per questo si è pensato di trovare nuove forme per rafforzare la crescita di questa comunione. Si deve così procedere da una parte a un approfondimento teologico, ecumenico e spirituale delle tradizioni cristiane e dall'altro definire dei progetti in grado di far crescere la coesione sociale proprio attraverso la testimonianza ecumenica.
(©L'Osservatore Romano 24 dicembre 2011)