Acs: persecuzioni in aumento, in un Paese su tre viene violata la libertà religiosa
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- Creato: 21 Aprile 2021
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Il rapporto di Aiuto alla Chiesa che Soffre, presentato on line, fa il punto sul fenomeno delle violenze contro il diritto a esprimere il proprio credo. Il dato peggiora particolarmente in Africa. In collegamento Asia Bibi, la donna cristiana pakistana, oggi libera, che ha passato 10 anni in carcere con l'accusa di blasfemiaDebora Donnini – Città del Vaticano
Un ospite particolare è intervenuto stamani alla presentazione via web della quindicesima edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, che prende in considerazione il periodo 2018-2020. E’ pubblicato da Aiuto alla Chiesa che Soffre, fondazione di diritto pontificio. Dal Canada dove oggi vive con la famiglia, si è collegata, infatti, Asia Bibi, che ha ripercorso il suo calvario specie raccontando delle sue due figlie che nel 2009, quando venne arrestata, avevano 8 e 9 anni, una di loro con handicap a livello fisico e ritardo mentale e oggi adolescenti. Lontane dalla mamma per tanto tempo, hanno subito chiaramente dei traumi, spiega Asia Bibi, la cui voce risuona con fermezza nel chiedere una revisione della legge sulla blasfemia, e se fosse possibile un’abolizione. La definisce “una spada” che colpisce musulmani, cristiani e altre minoranze. Così come punta l’attenzione sul dramma in Pakistan delle minorenni cristiane rapite, violentate, convertite con la forza e costrette a matrimoni forzati. Annuncia, quindi, che verrà presto a Roma e esprime gratitudine a Papa Francesco e a Benedetto XVI per il sostegno ricevuto negli anni e per le preghiere, auspicando anche di poterli incontrare. Il suo “grazie” si allarga poi a tutti quelli che si sono impegnati per la sua liberazione. Ma il suo pensiero va anche a Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze, e al governatore del Punjab, Salman Taseer, musulmano, che manifestando la propria opposizione alla legge sulla blasfemia vennero entrambi uccisi nel 2011.
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