Covid, padre Casalone (PAV): superare il nazionalismo vaccinale (+ audio)
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- Creato: 27 Novembre 2020
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Prosegue nel mondo la gara nella sperimentazione di un vaccino sicuro per sconfiggere il coronavirus. Nella nostra intervista, il gesuita della Pontificia Accademia per la Vita avverte sulla necessità di un passaggio effettivo a una piena interdipendenza tra Stati e persone: "Arrivare a una solidarietà intenzionale non è cosa automatica - precisa - occorre un momento di libera e consapevole conversione"Antonella Palermo - Città del Vaticano
Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi di coronavirus nel mondo hanno superato la soglia dei 61 milioni. Dall'Organizzazione Mondiale della Sanità arriva l'appello alla massima vigilanza in Africa, dove nell'ultimo mese i contagi sono aumentati del 20% in 19 Paesi. L'Oms raccomanda gli Stati africani di prepararsi alla vaccinazione di massa e invita alla solidarietà internazionale visto che il costo qui è valutato, per le sole categorie prioritarie, in quasi cinque miliardi di euro. Intanto il Parlamento europeo approva la proposta della Commissione di non imporre l'Iva sui futuri vaccini e sui kit per i test Covid-19 fino alla fine della pandemia. Ci si chiede se la 'gara' per arrivare a un vaccino sicuro e nei tempi più rapidi possibili abbia innescato finora un processo che si può definire di speculazione. Risponde il gesuita, nonché medico, padre Carlo Casalone, della Sezione Scientifica della Pontificia Accademia per la Vita:
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