Hollerich sul Recovery Fund: questa è l'Europa della solidarietà

Il cardinale Jean Claude HollerichDopo l'approvazione del piano straordinario di aiuti dell'Unione Europea per i Paesi più colpiti dalla pandemia, il cardinale presidente della Comece esprime il suo apprezzamento per la decisione che consentirà la ripresa economica: non c'è Europa comunitaria se non tra Paesi che si aiutano fra loro

Giancarlo La Vella - Città del Vaticano

Lo storico accordo raggiunto sul Recovery Fund dai leader europei al termine di un negoziato durato quattro giorni e quattro notti rappresenta una svolta importante non solo per gli effetti concreti che avrà per uscire dalla crisi causata dalla pandemia, ma perchè consegna al futuro dell'Unione Europea un nuovo modo per gestire i rapporti tra i Paesi membri. Il Recovery Fund ha una dotazione di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi e 360 miliardi di prestiti. Gli Stati beneficiari dovranno iniziare a ripagare le somme entro la conclusione del prossimo settennio di bilancio Ue, quindi entro il 2027. Il premier olandese, Mark Rutte, si e' detto soddisfatto per i "maggiori sconti" derivanti dai Rebates e ha definito il piano approvato "un buon pacchetto per i Paesi Bassi e per l'Europa". Rutte e' stato il leader dei Paesi frugali. "Con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre", le parole del premier italiano, Giuseppe Conte. All’Italia andrà il 28%. Soddisfatto anche il primo ministro spagnolo Sanchez:  "Oggi gettiamo le basi per una risposta alla crisi del Covid-19 senza dimenticare il domani”, dice. Molto soddisfatta anche la cancelliera tedesca Merkel. E’ una giornata storica per l’Europa, chiosa il presidente francese Macron.

L'Europa della condivisione

Anche il cardinale Jean Claude Hollerich, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (Comece), commenta positivamente la svolta del Recovery Fund, nell'intervista concessa a Vatican News. Si tratta di un'apertura significativa dell'Europa ad una logica solidale, che sicuramente si rifletterà anche al di là dei confini continentali.

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