La Turchia per i diritti delle minoranze religiose

Istanbul, 17. "Un incontro veramente cordiale e molto positivo. Un grande giorno che crea ottimismo per il futuro". Con queste parole il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, ha commentato i risultati del vertice che ha visto sabato scorso, riuniti allo stesso tavolo, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, cinque ministri e i rappresentanti delle minoranze religiose in Turchia. Tra essi, oltre a Bartolomeo, erano presenti - come riferiscono il quotidiano turco Yeni Safak e le agenzie Reuters e France Presse - l'arcivescovo armeno Aram Atesyan, il Patriarca siro-ortodosso Filüksinos Yusuf Çetin e responsabili delle comunità ebraica e siro-cattolica. L'incontro è avvenuto sull'isola di Buyukada, vicino a Istanbul. Erdogan ha promesso "riforme democratiche" allo scopo di garantire "i diritti delle minoranze religiose". L'incontro coincide con il progetto del Governo teso ad allentare le tensioni con i 12 milioni di curdi residenti nel Paese. Il primo ministro ha lasciato chiaramente intendere che l'esecutivo vuole avviare, al riguardo, un ampio processo di riforme. "Per noi, adesso, è essenziale abbracciare tutti i 71 milioni e mezzo di abitanti del Paese, nel rispetto e nella fratellanza", ha detto Erdogan sottolineando la sua opposizione a qualsiasi nazionalismo etnico ed esprimendo la promessa che il suo Governo manterrà un'eguale distanza con tutte le confessioni. "Esistono delle difficoltà - ha dichiarato ancora il primo ministro turco - ma noi ci sforzeremo per superarle insieme. Credo che questa iniziativa democratica cambierà molte cose nel nostro Paese. L'obiettivo è l'espansione della democrazia, che garantisca la pace per tutti i turchi, qualunque sia la loro origine o la loro religione".
In Turchia, nazione a stragrande maggioranza musulmana, secondo le ultime stime sarebbero rimasti 60.000 armeni, 20.000 ebrei, 10.000 fra siro-ortodossi e siro-cattolici, e 2.500 greco-ortodossi.
A conclusione della giornata, Erdogan e Bartolomeo hanno visitato insieme la chiesa di Aya Yorgi, dove hanno tenuto una conversazione privata durante la quale il Patriarca ecumenico si è fatto portavoce delle istanze provenienti dalla comunità ortodossa. I due hanno parlato anche dell'ex orfanotrofio di Buyukada (in passato al centro di una disputa sulla quale è intervenuta anche la Corte europea dei diritti dell'uomo) e del seminario ortodosso di Halki, chiuso quasi quarant'anni fa dalle autorità turche. Erdogan, al riguardo, non ha rilasciato dichiarazioni mentre Bartolomeo - riferisce la Reuters - ha detto di credere che "il primo ministro sta cercando la strada per riaprire la scuola. Ci si sta muovendo per questo". Com'è noto, l'antico istituto teologico di Halki, per oltre un secolo il principale centro di formazione greco-ortodossa in Turchia, fu chiuso dallo Stato nel 1971 durante un periodo di tensioni con la Grecia in merito a Cipro e in conseguenza di un "giro di vite" sull'educazione religiosa che comprese anche le scuole islamiche.

(©L'Osservatore Romano - 17-18 agosto 2009)