Naufragio al largo di Lampedusa Recuperati cinque cadaveri · I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo 149 naufraghi ma i sopravvissuti dicono di essere partiti in 169 ·
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- Creato: 25 Novembre 2019
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Il Mediterraneo torna a essere il teatro dell’ennesima tragedia legata all’immigrazione. Sabato sera un barcone si è capovolto a un miglio dall’isola italiana di Lampedusa. I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo 149 naufraghi, ma i sopravvissuti dicono di essere partiti in 169 e quindi
mancherebbero all’appello almeno venti persone. I migranti sono stati soccorsi grazie all’allarme lanciato da due pescatori. La barca si è capovolta a causa del mare in tempesta.
Finora sono stati recuperati cinque cadaveri: tre donne sono state ritrovate in mare mentre altre due a terra. Le ricerche di altri dispersi vanno avanti senza sosta. La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio e omicidio colposo. «Contiamo i morti. Siamo tornati a contare i morti e lo stiamo facendo, ancora una volta, nel silenzio più assoluto e nell’indifferenza» ha commentato con amarezza il sindaco di Lampedusa e Linosa, Salvatore Martello.
Gli agenti della squadra mobile di Agrigento hanno ascoltato per tutta la notte i superstiti, migranti di diverse nazionalità tra i quali eritrei, tunisini, pakistani, algerini e anche alcuni cittadini libici in fuga dai bombardamenti. Sembra che il barcone, in modo del tutto simile a quanto avvenuto in occasione dell’ultimo naufragio del 7 ottobre, sia partito due giorni fa da una spiaggia al confine tra Libia e Tunisia. L’imbarcazione, in un weekend in cui i trafficanti hanno fatto partire più di 10 barche contemporaneamente con circa un migliaio di persone, non era stata intercettata da nessun mezzo né — a quanto dice la Guardia costiera — aveva lanciato alcuna richiesta di aiuto.
Intanto, ieri sera la nave della ong spagnola Open Arms ha ricevuto l’autorizzazione a sbarcare nel porto di Taranto. La nave trasporta 62 persone. «Assegnato Taranto come porto di sbarco per le 62 persone a bordo Open Arms. Impossibile muoverci prima di domani causa condizioni meteo» scrive sul suo profilo twitter l'organizzazione non governativa. Poche ore prima, nel pomeriggio, undici persone, tra cui i bambini con le loro famiglie e i feriti da arma da fuoco, erano stati evacuati ad Augusta per ricevere assistenza medica.
È nel frattempo approdata al molo Norimberga del porto di Messina la nave Ocean Viking di Sos Mediterranée e Medici senza Frontiere con 213 migranti a bordo. La decisione di indicare Messina come porto sicuro è stata presa dopo che Italia, Germania, Francia e Malta hanno congiuntamente richiesto alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti salvati in diverse operazioni dalla Ocean Viking. L’intervento europeo è stato sollecitato da tutti i paesi che hanno condiviso il pre-accordo di La Valletta. I migranti saranno adesso trasferiti nel centro di primo soccorso e identificazione di Messina.
A rendere la situazione dell’immigrazione particolarmente difficile in queste ore è soprattutto l’emergenza in Libia, come ha di recente sottolineato l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Da alcuni giorni, infatti, la capitale libica Tripoli è oggetto di bombardamenti da parte delle truppe del generale Haftar, uomo forte di Tobruk.
© Osservatore Romano 25.11.2019