Una minoranza fertile· Intervista al cardinale Joseph Coutts ·
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- Creato: 18 Agosto 2018
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Sono una piccola minoranza in un paese quasi interamente musulmano. Per i cristiani in Pakistan la vita non è sempre facile, soprattutto a causa del progressivo diffondersi dell’integralismo e del radicalismo religiosi. «Ma non siamo una
minoranza invisibile o silenziosa» spiega all’Osservatore Romano il cardinale arcivescovo di Karachi Joseph Coutts — che ha ricevuto la porpora nel concistoro dello scorso 28 giugno — ribadendo la necessità di intensificare il «dialogo della ferialità» anche attraverso il riconosciuto impegno della Chiesa nel campo dell’educazione e dell’assistenza sanitaria. «Questo dialogo – sottolinea – avviene primariamente in campo educativo, visto che le principali scuole del paese continuano il lavoro dei primi missionari. In alcune ci sono più studenti musulmani che cristiani, così come nello staff e tra i professori. Abbiamo docenti di entrambe le religioni che insegnano insieme. Questo è un bell’esempio. E lo stesso accade nei nostri ospedali». Il porporato denuncia, tuttavia, la «crescente pressione da parte di gruppi fondamentalisti e partiti politici estremisti», rimarcando che «il problema non viene dai musulmani che incontriamo ogni giorno, ma piuttosto dai gruppi fanatici» che non accettano le regole della convivenza democratica. «Ma noi – ribadisce – non possiamo restare fermi e tacere, dobbiamo allargare l’ambito del nostro lavoro, parlare di dialogo, andare incontro ai nostri fratelli e alle nostre sorelle musulmani».
di Nicola Gori
© Osservatore Romano 18.8.2018