Fiducia nell’uomo fino all’ultimo respiro

funerali don jacques hamelROUEN, 3. In migliaia — cristiani, ebrei e musulmani — hanno preso parte ieri ai funerali di don Jacques Hamel, il sacerdote barbaramente ucciso a 85 anni nella sua parrocchia di Saint Étienne-du-Rouvray da due jihadisti. Così come accaduto domenica scorsa, quando migliaia di fedeli musulmani si sono recati nelle chiese e sono stati presenti alla celebrazione della messa in segno di solidarietà con i cristiani, anche nella cattedrale della cittadina francese la partecipazione di fedeli di diverse religioni ha reso la celebrazione delle esequie un momento fortemente simbolico.
Un passo significativo e sentito nel cammino che dovrà portare necessariamente al reciproco rispetto nella pace. «Lui vi avrebbe amato così, tutti uniti, tutti insieme, senza esclusioni», ha detto l’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun — che ha celebrato i funerali — rivolgendosi alla folla, che ha definito la «famiglia di Jacques». Il prete Jacques Hamel, ha detto nell’omelia «non ha più da temere Dio. Egli si presenta con le sue opere giuste. Naturalmente, non siamo noi i giudici del cuore del nostro fratello. Ma tante testimonianze non possono ingannare». Oggi, si è chiesto il presule, «il mondo può ancora aspettarsi che la catena dell’amore si sostituisca a quella dell’odio? Ci sarà bisogno di altre morti per convertirci all’amore e alla giustizia che costruisce l’amore? La giustizia e l’amore fra le persone e i popoli, di qualsiasi parte del Mediterraneo essi siano. Troppe morti in Medio oriente, troppe morti in Africa, troppe morti in America. Troppe morti violente. Basta!». «Il male — ha continuato l’a rc i v e - scovo — è un mistero. Raggiunge vertici di orrore che ci conducono fuori dall’umanità. Non è forse quello che hai voluto dire, Jacques, con le tue ultime parole? Caduto a terra dopo i primi colpi di coltello, hai provato a respingere i tuoi assalitori con i piedi, dicendo “Vattene, satana”. Lo hai ripetuto: “Vattene, satana”. In quel momento hai espresso così la tua fede nell’uomo creato buono, che il diavolo ghermisce. “Gesù ha guarito tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo”, dice il Vangelo. Non si tratta di scusare gli assassini, quelli che fanno patti con il demonio, si tratta di affermare con Gesù che tutti gli uomini, tutte le donne, tutte le persone umane possono cambiare il loro cuore con la sua grazia». Il presule si è poi rivolto a chi sceglie deliberatamente la via dell’odio: «Voi, che la violenza diabolica tormenta, voi che la follia omicida spinge a uccidere, lasciate il vostro cuore, che Dio ha creato per l’amore, prendere il sopravvento; ricordiamoci delle nostre madri che ci hanno dato la vita; pregate Dio perché vi liberi dalla prigionia del demonio. Noi preghiamo per voi, noi preghiamo Gesù, che “ha guarito quelli che erano sotto il potere del male”». L’arcivescovo ha poi chiesto ai fedeli di rendere omaggio a don Jacques Hamel visitando le chiese il prossimo 15 agosto, festa dell’Assunzione, e accendendo una candela in segno di pace e di rifiuto della violenza. «Uniti affinché non succeda mai più», ha sottolineato, prima di cedere la parola ai famigliari del sacerdote ucciso. In chiesa era presente il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, mentre in piazza c’era tanta gente comune, nonostante la forte pioggia che si è abbattuta sulla cittadina francese. L’intera zona della cattedrale è stata protetta da un ingente dispositivo delle forze di polizia. Misura che si è resa necessaria per il timore che la celebrazione potesse costituire un’ulteriore occasione per atti terroristici.

© Osservatore Romano - 4 agosto 2016