Ponte tra Europa e Oriente

Cipro ChiesaR375 30nov08«Cipro costituisce un ponte prezioso tra l’Europa e l’Oriente, e insieme una positiva provocazione per entrambe». Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, durante la divina liturgia in rito siro-antiocheno maronita in occasione della solennità di san Marone. Il rito è stato celebrato nella cattedrale di Nostra Signora delle Grazie, a Nicosia, domenica 7 febbraio, durante la recente visita compiuta dal porporato nell’isola. Cipro rappresenta una provocazione per il Vicino oriente, perché in molti Paesi — ha spiegato — si «stenta a riconoscere la piena cittadinanza dei cristiani», i quali spesso sono «oggetto di persecuzione o segregazione a motivo del loro credo, come vediamo tristemente in Iraq e Siria da sin troppo tempo».
Ma Cipro è una provocazione anche per l’Europa, perché «possa verificare seriamente la fedeltà alle proprie radici religiose e culturali, che sembrano dimenticate in molteplici ambiti». A cominciare dall’idea di persona, «spesso subordinata alla logica del profitto e dell’arricchimento di pochi gruppi », ma anche «dalla capacità di accoglienza e integrazione dei poveri e di chi cerca rifugio e asilo, fino ai valori che difendono la famiglia e la vita che nasce e che muore » . Durante la visita, iniziata venerdì 5, il cardinale è stato accompagnato dal domenicano Lorenzo Lorusso, e da don Flavio Pace, rispettivamente sotto-segretario e officiale del dicastero. All’arrivo, si sono aggiunti alla delegazione monsignor Matteo De Mori, consigliere della nunziatura apostolica a Gerusalemme e Cipro, e il frate minore Jerzy Kraj, vicario del Patriarca latino di Gerusalemme a Cipro e collaboratore locale della nunziatura. All’aeroporto di Pafos, il cardinale è stato accolto dall’a rc i v e s c o v o maronita Joseph Soueif e dal vicario generale monsignor Orphanou, e da rappresentanti del clero e dei religiosi operanti sul territorio. Nella giornata di venerdì, presso la residenza dell’arcivescovo, si sono svolti incontri con Photis Photiu, commissario presidenziale per la questioni umanitarie e i ciprioti all’estero (Regno Unito, Australia, Stati Uniti d’America, Canada, Sud Africa). Ci si è intrattenuti sulla situazione attuale, in particolare riguardo alla ricerca delle persone che risultano ancora scomparse dopo più di quarant’anni dalla divisione dell’isola. Sono stati presentati dati relativi a più di 500 chiese e monasteri distrutti o destinati ad altra funzione, oltre al grande patrimonio di icone sottratto. Successivamente, la delegazione si è recata presso il palazzo presidenziale, dove è stata ricevuta da Nicol Anastasiades. Il presidente ha ringraziato la Santa Sede per gli sforzi intrapresi per riportare la pace in diversi contesti internazionali, in particolare nella regione mediorientale. Anche a Cipro, dopo quarantadue anni di divisione, sembra sia giunto il momento di arrivare a un processo di pacificazione, essendo diventato lo status quo sempre più insopportabile e venendo sempre meno le condizioni perché esso sia mantenuto. È stato pure illustrato il contributo offerto dal Governo al Regno di Giordania per sostenere l’accoglienza dei profughi siriani, come pure le borse di studio assegnate a studenti, nonostante la situazione di crisi economica che Cipro ha dovuto attraversare nel recente passato. L’arcivescovo maronita Soueif ha ricordato con gratitudine l’accoglienza garantita ad alcune comunità provenienti dal Libano, che dovettero fuggire dalla guerra nel 1965. Il cardinale Sandri ha ringraziato per l’accoglienza e ha recato il saluto del Papa al presidente e al Paese, esortando a continuare tutti gli sforzi per soluzioni pacifiche e condivise delle tensioni. In tale contesto è stato auspicato che possano essere esaudite le aspirazioni della componente maronita di essere riconosciuta nella futura costituzione di un possibile Stato unitario federale come minoranza nazionale, e non soltanto religiosa, in quanto presente nell’isola sin dall’VIII secolo, con l’inserimento dei quattro villaggi entro i confini del territorio greco-cipriota. Il tutto sotto la trattativa coordinata dalle Nazioni Unite e dall’Unione europ ea. Nella cattedrale di Nostra Signora delle Grazie ha avuto luogo la concelebrazione insieme ai religiosi e alle religiose, sull’onda del giubileo della vita consacrata svoltosi qualche giorno prima. Al termine il cardinale ha incontrato le singole comunità. La sera, presso la sua residenza, si è tenuto l’incontro con sua beatitudine Crisostomo II, arcivescovo di Cipro e Neo Giustiniana, durante il quale il primate della Chiesa ortodossa di Cipro ha condiviso l’auspicio di una piena riconciliazione per gli abitanti della nazione e la preoccupazione per la situazione dei cristiani in Medio oriente. Il porporato ha portato il saluto di Papa Francesco e ha ricordato la visita di Benedetto XVI nel giugno del 2010 per la consegna dell’Instrumentum laboris del sinodo speciale per il Medio oriente. Grande soddisfazione e speranza ha poi suscitato l’annuncio, reso pubblico lo stesso giorno, dell’incontro tra Francesco e Cirillo. Nella giornata di sabato 10, la delegazione ha compiuto un “p ellegrinaggio” nei quattro villaggi maroniti attualmente nella zona turco-cipriota, due dei quali adibiti a basi militari, dove è possibile recarsi solo per la celebrazione eucaristica domenicale e in alcune feste. In ciascuna delle tappe, che hanno avuto come centro le chiese, il cardinale è stato accolto dai canti di preghiera e di gioia da parte degli anziani e delle famiglie native, e ha ascoltato brevi racconti della storia degli insediamenti. La situazione è sembrata piuttosto differente tra luogo e luogo, dalla chiesa spoglia e fatiscente di Ayia Marina Skyllouras, a quella dedicata a san Michele Arcangelo ad Assomatos, la piccola ma accogliente di Karpasha, che custodisce una preziosa croce su icona risalente alla fine del XV secolo, molto venerata dai fedeli, e infine a Kormakitis, dove nell’antica chiesa dedicata a San Giorgio è collocata una delle porte sante del giubileo della misericordia. Anche dal punto di vista culturale il luogo è prezioso, perché gli abitanti parlano un antico dialetto dell’aramaico. Dopo un momento conviviale con gli abitanti del villaggio, il cardinale Sandri è tornato a Nicosia dove ha visitato la parrocchia di San Maroun e ha assistito a uno spettacolo degli studenti delle scuole primaria e secondaria che ha ripercorso la storia delle comunità maronite in Cipro. Incominciando dal 1224, quando distribuiti in sessanta villaggi si contavano ottantamila fedeli, dimezzati trecento anni dopo, fino agli attuali seimila. Domenica 7 è stata celebrata la divina liturgia per la festa di san Marone, presieduta dal cardinale Sandri insieme all’arcivescovo Soueif e a monsignor Paul Sayah, rappresentante del patriarca maronita il cardinale Bechara Raï, alla presenza del presidente della Repubblica di Cipro e delle più alte autorità. La giornata si è conclusa con la preghiera e l’incontro con la comunità monastica dell’ordine libanese maronita a Kotsiatis, in un nuovo convento edificato al posto di quell’antico di Sant’Elia, ora abbandonato nella zona turco-cipriota. Nella chiesa è stato collocato l’altare su cui Benedetto XVI celebrò l’Eucaristia al termine della visita a Cipro nel 2010. Prima di rientrare a Roma, il cardinale Sandri ha rilasciato una dichiarazione augurale.

© Osservatore Romano - 20 febbraio 2016