TERRA SANTA: NATIVITÀ BETLEMME PATRIMONIO UNESCO? PERPLESSITÀ DELLE CHIESE CRISTIANE
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- Creato: 14 Marzo 2012
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Verrà presto presentato all’Unesco, dalle Autorità palestinesi, un elenco di venti siti di rilevanza storica ed archeologica in vista di un eventuale riconoscimento come patrimonio dell’umanità. La presentazione è resa possibile dopo che lo scorso 8 marzo è entrato in vigore l’ingresso della Palestina nell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l‘educazione, la scienza e la cultura, votato il 31 ottobre del 2011. La lista dovrebbe contenere, secondo quanto riferisce il Patriarcato latino di Gerusalemme, siti quali la chiesa della Natività di Betlemme, Hebron, le grotte di Qumran e le zone costiere di Gaza. L’elenco verrà discusso dall’Unesco nel prossimo giugno, a san Pietroburgo. La speranza palestinese di vedere riconosciuta la chiesa della Natività di Betlemme come patrimonio dell’Umanità, trova “perplessi” la Custodia di Terra Santa, il patriarcato greco e quello armeno, che gestiscono la basilica della Natività. che, afferma al SIR il Custode, padre Pierbattista Pizzaballa, “esprimono perplessità su questa richiesta. “Non abbiamo nessun problema per il riconoscimento della città di Betlemme come Patrimonio Unesco - dichiara al SIR il Custode confermando quanto già detto all’indomani del riconoscimento palestinese all’Unesco - non siamo invece molto entusiasti per ciò che riguarda la Natività”.Per il Custode “si tratta di un’iniziativa che ci complica la gestione perché secondo le norme dell’Unesco il responsabile della gestione dei luoghi, davanti all’agenzia Onu, è il Governo e non il proprietario del sito. Come Custodia, patriarcato greco e armeno abbiamo ufficialmente chiesto all’Autorità palestinese di fare richiesta solo per la città lasciando fuori la basilica, da inserire eventualmente in un secondo momento, quando la situazione, anche politica, sarà più calma”. Il timore di padre Pizzaballa, infatti, è che “i luoghi santi vengano usati a fini politici. Non vogliamo essere strumentalizzati per questioni nelle quali i luoghi santi non devono entrare”. “Nei prossimi giorni - riferisce il Custode - ci incontreremo con i rappresentanti armeni ed ortodossi per redigere un testo comune ufficiale”. Alla luce di questa notizia diventa attuale il seminario scientifico che da domani (fino a venerdì), per iniziativa del ministero del Turismo e delle Antichità palestinese e del Consolato di Francia a Gerusalemme, riunirà a Parigi, archeologi, studiosi, restauratori che presenteranno interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico palestinese, a cominciare dai resti del monastero di Sant’Hilarion a Umm el-‘Amr, nella Striscia di Gaza e di altri siti come Nablus, Hebron, Taybeh oltre Betlemme.
© www.agensir.it - 14 marzo 2012