Una radio per i cristiani in Terra Santa

Roma, 16. È attesa per Natale la nascita della prima radio cristiana in Terra Santa, grazie anche alla collaborazione con Radio Vaticana. L'emittente - riferisce Terrasanta.net - è stata concepita fin dal 2008 da padre Raed Abusahilia, già cancelliere del patriarcato di Gerusalemme dei latini e dal alcuni anni parroco dell'insediamento palestinese di Taybeh, in Cisgiordania. Il sacerdote spera di poter inaugurare le trasmissioni della nuova radio la vigilia del prossimo Natale. "In Terra Santa - ha spiegato padre Raed - si sente il bisogno di una voce cristiana via etere che riesca a coprire il territorio di tutta la diocesi, che include Giordania, Israele, i Territori palestinesi e Cipro. Benché ci siano varie emittenti televisive e radiofoniche non abbiamo alcuna radio espressamente cristiana".
Per il sacerdote, Taybeh è il luogo più opportuno per la nuova emittente cristiana, visto che è l'ultimo insediamento rimasto interamente cristiano in tutta la Terra Santa e sorge su una montagna. "La nostra sarà una voce cristiana, ma anche una voce diversa:  una voce di pace, di speranza, di dialogo e di riconciliazione. Saremo aperti a tutti - ha sottolineato - e in primo luogo alle altre Chiese della Terra Santa. Daremo spazio a tutte le loro celebrazioni e notizie. Abbiamo avviato contatti per inserire nel palinsesto dell'emittente anche programmi direttamente gestiti da loro. Vogliamo anche essere aperti ai seguaci di altre religioni, ebrei e musulmani. Cercheremo di far da ponte, perché un cristiano che non è ponte non è cristiano".
Padre Raed ha avviato iniziative di successo che fanno ben sperare anche per la radio. Nel 2003, per esempio, ha creato la fondazione "Ramo d'ulivo", con un frantoio e una cooperativa di coltivatori che hanno permesso di esportare olio d'oliva, sapone e ceri di Taybeh verso il mercato europeo.
Nel 2004 è stata la volta dell'iniziativa "Lampade di luce" con la proposta alle parrocchie e diocesi di tutto il mondo di acquistare una lampada a forma di colomba prodotta a Taybeh e porla sull'altare maggiore in segno di solidarietà con la Terra Santa.

(©L'Osservatore Romano - 17 luglio 2010)