A scuola di convivenza in Iraq

kirkuk schoolKIRKUK , 7. A scuola di convivenza. Accade in Iraq, a Kirkuk, dove bambini arabi, turcomanni e curdi frequentano la piccola scuola Mariamana. «La nostra ambizione — ha raccontato all’Afp la direttrice Zakia Daoud Matty — era quella di creare una scuola in grado di accogliere i bambini appartenenti a diversi gruppi etnici e religiosi per superare le tensioni della nostra società ». La Mariamana ha aperto nel 2012, voluta dall’allora arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, Louis Sako. Da allora, il numero degli studenti è triplicato arrivando a 150 bambini, di cui un centinaio musulmani e una cinquantina cristiani, di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Al fine di soddisfare la richiesta di molte famiglie, si sta costruendo una struttura annessa alla scuola che ospiterà i bambini dell’asilo. Tra le famiglie e anche tra gli alunni c’è molto entusiasmo. «Amo la mia scuola — racconta Hamza, 9 anni — perché imparo molte cose e mi diverto ». Come la maggior parte dei suoi compagni, Hamza non sembra essere a conoscenza della particolarità della scuola che frequenta e che rappresenta una vittoria per il personale docente che mira a eliminare le barriere ideologiche e religiose. «Vanno a scuola insieme, diventano amici. Anche i loro genitori — sottolinea la direttrice — si frequentano ». L’arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, Youssef Mirkis Thomas, ricorda che «le scuole cristiane sono state per molto tempo un ponte tra le comunità del Paese. Mariamana è una piccola oasi. Una rondine che, si spera, annuncia la primavera per l'Iraq».

© Osservatore Romano - 8 novembre 2015