Donne per una cultura dell’accoglienza

Ecumenismo-12Nell’Ecumenical Forum of European Christian Women

Il convegno intitolato «Come la vita nelle nostre Chiese si inscrive nell’evoluzione attuale delle nostre società?» — svoltosi nei giorni scorsi ad Angers, in Francia, promosso dall’Ecumenical Forum of European Christian Women (Efecw) — è servito come occasione per una riflessione ecumenica sulla centralità dell’impegno delle comunità locali nella costruzione di una cultura dell’accoglienza in Europa, soprattutto alla luce delle parole e dei gesti di Papa Francesco. L’incontro ha visto la partecipazione di donne impegnate in campo teologico e pastorale in numerosi Paesi europei (una trentina in tutto), dalla Francia alla Grecia, dalla Spagna ai Paesi Bassi.
Donne che, assieme a una significativa presenza maschile, si sono ritrovate per affrontare il tema della costruzione di una “via” nella società e nella Chiesa tesa a valorizzare in maniera sempre più dinamica la dimensione ecumenica dell’annuncio evangelico, proseguendo così l’approfondimento che da sempre ha caratterizzato l’attività del Forum. Ha ricordato Michelle Leuvre, coordinatrice cattolica dell’Efecw per la Francia, che il Forum ecumenico è nato nel 1982 a Gwatt, in Svizzera, dal desiderio di tante donne di condividere un comune impegno per riflettere sulla testimonianza della fede cristiana in Europa, per favorire il cammino ecumenico dei cristiani e per contribuire alla pace fondata sulla giustizia. Si tratta di un compito che in questi ultimi anni ha visto un sempre maggiore coinvolgimento delle comunità locali. Nei tre giorni del convegno è emerso quanto già le donne siano attive in progetti e iniziative, spesso a carattere ecumenico, in grado di creare opportunità di dialogo all’interno della Chiesa e tra le comunità cristiane, le istituzioni politiche e il mondo della cultura. Talvolta, è stato notato, queste iniziative sono pensate in una prospettiva interreligiosa, dal momento che proprio l’accoglienza di coloro che arrivano e che vivono in Europa con una fede al di fuori dell’universo cristiano rappresenta una delle sfide più coinvolgenti per il movimento ecumenico. In un contesto europeo, in piena trasformazione da un punto di vista interconfessionale e interreligioso, le donne possono contribuire alla definizione di una nuova stagione nell’annuncio della buona novella, che appare quanto mai necessaria, proprio per favorire un ripensamento della società europea nella quale la cultura dell’accoglienza non sia solo enunciata o difesa ma diventi una colonna portante di un mondo in grado di denunciare la violenza e di superare la crisi economica. In tale prospettiva la figura di Papa Francesco rappresenta una fonte preziosa: ad Angers sono stati ricordati i discorsi pronunciati in occasione del suo viaggio in Albania, dove la lotta alla povertà e la riconciliazione delle memorie costituiscono delle priorità, e della visita a Strasburgo, dove il Santo Padre ha rivolto un appello alle istituzioni europee per la costruzione di una società solidale a partire dalla condivisione del bene comune. Il convegno si è concluso con un intervento del padre domenicano Hervé Legrand che ha affrontato il tema delle strade indicate da Francesco per l’evangelizzazione in Europa. Legrand, facendo costante riferimento alla Evangelii gaudium , ha messo in evidenza come con essa il Papa abbia rivolto un invito a tutti i cristiani a vivere la dimensione missionaria della Chiesa con gioia, senza preclusioni di alcun tipo nei confronti degli uomini e delle donne con i quali i cristiani si trovano a condividere la loro esperienza quotidiana di testimonianza di Cristo Risorto per la salvezza del mondo. Una particolare attenzione è stata rivolta alle speranze suscitate dal Pontefice riguardo a una nuova pastorale familiare, oggetto di dibattito che va ben oltre i confini della Chiesa cattolica, come mostra l’interesse e la partecipazione ecumenica alla preparazione del prossimo Sinodo dei vescovi. 

Riccardo Burigana

© Osservatore Romano - 18 marzo 2015