Roma e Mosca mai così vicine
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- Creato: 08 Dicembre 2014
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Giacomo GaleazziIntervista a "Vatican Insider" del cardinale Paul Poupard sul dialogo ecumenico tra cattolici e ortodossi. «Roma e Mosca mai così vicine»
“Dalla festività di Ognisanti celebrata un anno fa a Mosca con il patriarca Kirill ho riportato a papa Francesco il modello-Vienna”. Il cardinale Paul Poupard, diplomatico di lungo corso ed ex ministro della Cultura e del Dialogo interreligioso, riannoda i fili del dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa alla luce delle “fiduciose parole di grandissima attenzione” pronunciate dal Pontefice, sul volo di ritorno da Istanbul, rispondendo a una domanda di un giornalista sulle prospettive dei rapporti col Patriarcato di Mosca dopo gli incontri avuti con quello di Costantinopoli. “Cominciai i miei viaggi a Mosca su richiesta di Giovanni Paolo II”, racconta a “Vatican Insider” il porporato francese.
Qual è il modello-Vienna?
“L’attuale patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill è stato per vent’ anni responsabile del dipartimento Affari religiosi esteri del patriarcato di Mosca. Nella capitale russa iniziai a incontrare Alessio II e quello che sarebbe divenuto il suo successore per poi riferire a Giovanni Paolo la sostanza dei colloqui. In uno di quegli incontri dissi scherzando: “Veniamo da storie molto diverse ma abbiamo la stessa ansia di difendere la fede. Il mio pontificio consiglio ha pochi soldi e i viaggi sono costosi, perché non ci incontriamo a metà strada? Così facciamo un pezzo di strada ciascuno”. E proposi come sede ideale per il dialogo ecumenico Vienna, l’arcidiocesi del cardinale Schoenborn. E così dopo un millennio hanno cominciato a incontrarsi non teologi o commissioni di esperti, bensì cristiani per pregare e celebrare insieme. Ci accomuna il progetto e la responsabilità di rievangelizzare l’Europa e di trasmettere la fede”.
Cosa ha riferito a Francesco del suo ultimo incontro al Patriarcato di Mosca?
“Dalla festa di Ognisanti dello scorso anno sono tornato in Vaticano con la conferma da parte della Chiesa ortodossa russa del cammino intrapreso. E su questo papa Francesco sta compiendo importanti passi in avanti. Nel colloquio che ho avuto con lui al ritorno dal viaggio a Mosca, Francesco ha ribadito piena disponibilità all’incontro. La stessa disponibilità di cui ha dato dimostrazione nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa sul volo di ritorno da Istanbul. E cioè che al patriarca di Mosca Kirill ha fatto sapere, e lui era d'accordo, la voglia di trovarsi”.
“Tu mi chiami e io vado”, ha il Papa al Patriarca di Mosca. Ci sono ancora impedimenti?
“Uno lo ha indicato lo stesso Francesco: il conflitto in Ucraina. Il Papa non crede che il profondo legame che si è rafforzato nell'ultimo anno tra Roma e Costantinopoli possa dar fastidio al patriarca di Mosca Kirill, il terzo protagonista del dialogo tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse. Il Pontefice ha raccontato che il mese scorso in occasione del Sinodo è venuto da lui come delegato il metropolita Ilarion e ha voluto parlargli non come delegato al Sinodo ma come presidente della commissione del dialogo ortodosso cattolico. Con l'ortodossia il cammino è ben avviato. Gli ortodossi hanno sacramenti e successione apostolica. E Francesco si richiama a Giovanni Paolo II nella ricerca di una formula di primato accettabile anche alle Chiese ortodosse”.
Quindi è possibile un “incontro a metà strada”, come appunto a Vienna?
“Sì anche se appunto la questione ucraina rallenta per il momento questa possibilità. La posizione della Chiesa ucraina greco-cattolica nelle tensioni tra Ucraina e Russia sembrerebbe costituire, per il patriarcato russo, un ostacolo, almeno in base a quanto sostenuto nei giorni scorsi dal portavoce del patriarcato di Mosca. Kirill è determinato a fare passi avanti e a cooperare. Me lo ha fatto chiaramente capire anche in occasione di un simposio a Mosca sulla dimensione morale e sociale della crisi economica attuale, sottolineando l’importanza del dialogo in un momento in cui la crisi coinvolge anche la vita sociale e morale delle persone”.
© http://vaticaninsider.lastampa.it - 7 dicembre 2014