Lettera del Papa alla plenaria del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani - Ossigeno ecumenico
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- Creato: 20 Novembre 2014
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2014-11-20 L’Osservatore Romano
La ricerca della “piena unità dei cristiani” è una priorità della Chiesa e “una delle principali preoccupazioni” di Papa Francesco, che l’ha rilanciata in una lettera consegnata ai partecipanti alla plenaria del dicastero vaticano per l’ecumenismo, apertasi giovedì 20 novembre.
Ricordando che l'incontro coincide con il cinquantesimo anniversario del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, il Pontefice ha sottolineato il “cambiamento di mentalità” nei rapporti tra i cristiani realizzato dopo il Vaticano II. Anche se, ha osservato, “dobbiamo riconoscere che siamo ancora divisi, e che divergenze su nuovi temi antropologici ed etici rendono più complicato il nostro cammino verso l’unità”. Tuttavia, ha aggiunto, “non possiamo cedere allo sconforto e alla rassegnazione, ma continuare a confidare in Dio” per affrontare “con slancio rinnovato le sfide ecumeniche di oggi”, coltivando la preghiera – che diffonde nella Chiesa “l’ossigeno del genuino spirito ecumenico” – e valorizzando l'“ecumenismo del sangue”, oggi testimoniato drammaticamente dai cristiani perseguitati.
© Osservatore Romano - 20 novembre 2014
La ricerca della “piena unità dei cristiani” è una priorità della Chiesa e “una delle principali preoccupazioni” di Papa Francesco, che l’ha rilanciata in una lettera consegnata ai partecipanti alla plenaria del dicastero vaticano per l’ecumenismo, apertasi giovedì 20 novembre.
Ricordando che l'incontro coincide con il cinquantesimo anniversario del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, il Pontefice ha sottolineato il “cambiamento di mentalità” nei rapporti tra i cristiani realizzato dopo il Vaticano II. Anche se, ha osservato, “dobbiamo riconoscere che siamo ancora divisi, e che divergenze su nuovi temi antropologici ed etici rendono più complicato il nostro cammino verso l’unità”. Tuttavia, ha aggiunto, “non possiamo cedere allo sconforto e alla rassegnazione, ma continuare a confidare in Dio” per affrontare “con slancio rinnovato le sfide ecumeniche di oggi”, coltivando la preghiera – che diffonde nella Chiesa “l’ossigeno del genuino spirito ecumenico” – e valorizzando l'“ecumenismo del sangue”, oggi testimoniato drammaticamente dai cristiani perseguitati.© Osservatore Romano - 20 novembre 2014