Bibbia questione ecumenica
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- Creato: 11 Aprile 2014
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di RICCARDO BURIGANA I cristiani comprendono le sacre Scritture? Sono in grado di cogliere l’attualità e la ricchezza della Parola di Dio? Sanno porsi in ascolto in modo da rafforzare il cammino ecumenico? Con queste domande si è aperto il convegno ecumenico intitolato Lire la Bible, écouter la Parole. Enjeux et expériences œcuméniques, tenutosi a Parigi nei giorni scorsi.
Il convegno è stato promosso dall’Istituto superiore di studi ecumenici (Iseo) dell’Institut Catholique de Paris in collaborazione con l’Istituto protestante di teologia e l’Istituto di teologia ortodossa Saint-Serge, secondo una tradizione che va avanti da diversi anni, nata per offrire l’opportunità di una riflessione e di confronto su un tema particolarmente importante nel campo del dialogo ecumenico. Il tema scelto quest’anno è stato lettura e ascolto della Bibbia come campo privilegiato del cammino ecumenico: in esso si confrontano tradizioni storiche ed esperienze quotidiane che, da una parte sostengono il dialogo ecumenico, dall’altro mostrano chiaramente come proprio a partire dalla lettura delle sacre Scritture e dalla loro interpretazione si siano sviluppate e accentuate le divisioni tra i cristiani. Questo tema è stato scelto anche per favorire un maggior coinvolgimento dei giovani nella lettura e nell’ascolto della Parola di Dio in prospettiva ecumenica (al termine dell’incontro è stata data la parola a tre giovani teologi per una loro valutazione). Al convegno, aperto da Jacques-Noël Pérès, direttore dell’Iseo, si è a lungo discusso del valore ecumenico delle traduzioni interconfessionali, soprattutto in rapporto all’uso che ne viene fatto nelle liturgie delle singole comunità; sul tema delle traduzioni, come su altri argomenti, non ci si è limitati all’orizzonte francese, in considerazione del fatto che, in Francia come in altri Paesi europei, si hanno ormai presenze cristiane provenienti da tutto il mondo. Tali presenze arrivano portandosi dietro approcci molto diversi tra loro nei confronti della Parola di Dio, tanto più quando provengono da luoghi dove forte è il dibattito su Bibbia, antiche tradizioni religiose e nuove forme di predicazione dell’universo pentecostale. Il convegno parigino ha messo in evidenza come in Francia si possa accedere, a costi ragionevolmente bassi, al testo biblico, così come esista una vasta letteratura di introduzioni e di commenti alla Scrittura, molti dei quali pensati e scritti in termini ecumenici, tanto da favorire la comprensione delle diverse letture date dalle Chiese e dalle comunità ecclesiali nel corso dei secoli. Come presentare il testo biblico all’uomo e alla donna di oggi? Si tratta, è stato spiegato nei vari interventi, di una questione ecumenica, che tocca trasversalmente tutte le comunità cristiane, sulla quale si è sviluppato un ampio dibattito, andato oltre la dimensione del rapporto tra Bibbia e predicazione domenicale. A partire da alcune relazioni c’è stata infatti una valutazione della presenza delle sacre Scritture nelle pratiche devozionali e nelle liturgie delle diverse tradizioni, con una particolare attenzione alla riscoperta della centralità della Bibbia nella liturgia della Chiesa cattolica, soprattutto dopo la celebrazione del concilio VaticanoII. Si è poi parlato della presenza della Bibbia nella pastorale quotidiana, ponendo l’accento su come la lettura della Scrittura debba essere una fonte privilegiata nell’azione caritativa dei cristiani, nell’accoglienza degli ultimi della società; proprio una lettura condivisa può essere uno strumento privilegiato in tale azione, attraverso la quale i cristiani testimoniano un’unità che si alimenta dalla condivisione della Parola di Dio, come dimostrano molte esperienze ecumeniche realizzatesi in Francia negli ultimi anni, oggetto di comunicazioni e interventi. Il convegno ha infine affrontato il rapporto tra l’animazione biblica (anche attraverso il confronto tra i percorsi formativi nelle diverse tradizioni cristiane) e il reale peso che le sacre Scritture hanno nella vita delle comunità. Su quest’ultimo punto si è manifestata ampia convergenza: una formazione ecumenica alla lettura e all’ascolto della Parola di Dio costituisce una premessa fondamentale e irrinunciabile per costruire una comunità che ponga al centro della propria esperienza di fede la costruzione della comunione, al suo interno e con altre comunità locali pur di tradizioni cristiane diverse. A quasi cinquant’anni dalla promulgazione della costituzione Dei Verbum, che ha indicato strade nuove nel rapporto tra Parola di Dio, vita della Chiesa e dialogo ecumenico, con questo convegno — concluso da monsignor Vincent Jordy, vescovo di Saint-Claude, presidente del Consiglio per l’unità dei cristiani e le relazioni con l’ebraismo della Conferenza episcopale francese — si è voluto riaffermare la centralità della lettura della Bibbia per un cammino ecumenico che voglia non solo scoprire un patrimonio spirituale in comune ma aiutare i cristiani ad annunciare, insieme, con maggiore efficacia, la buona novella al mondo.
© Osservatore Romano - 12 aprile 2014