Alla ricerca di strade per l'unità
- Dettagli
- Creato: 26 Settembre 2013
- Hits: 1911
di Riccardo Burigana Il convegno è promosso dalla North American Academy of Ecumenists (Naae) per proseguire la propria opera nella promozione di momenti di confronto teologico tra docenti e studenti nordamericani. Si rinnova così una tradizione che vede la Naae organizzare un incontro annuale, a metà settembre, su un tema particolare dibattuto nel dialogo ecumenico, come ha ricordato sempre suor Fuchs, che è l’attuale presidente della Naae. La Naae ha una lunga storia alle spalle: fin dalla metà degli anni Cinquanta si cominciò a discutere della possibilità di creare un’asso ciazione per favorire una reale discussione tra docenti cristiani di differenti confessioni per la promozione dell’unità. Questo progetto prese corpo durante il concilio Vaticano II, tanto che nel 1963, nella quarta assemblea della Commissione Fede e costituzione a Montreal, venne deciso di creare un comitato di professori nordamericani già coinvolti nel dialogo ecumenico. Nel 1967, con l’attiva partecipazione della Chiesa cattolica, nacque ufficialmente la Naae con lo scopo di informare, condividere e incoraggiare uomini e donne, impegnati nello studio del cristianesimo, in modo che essi potessero sostenere la ricerca teologica per l’unità, favorendo una sempre migliore comprensione delle ricchezze delle diverse tradizioni cristiane così da testimoniare quotidianamente il comune patrimonio biblico, teologico e spirituale. In questi anni la Naae si è caratterizzata come un luogo di incontro e di ricerca, promuovendo incontri, pubblicazioni e progetti; nel quadro delle iniziative il convegno annuale costituisce il momento più forte dell’attività pubblica poiché è pensato per consentire a docenti e studenti di confrontarsi su un tema in modo assembleare, valutando lo stato della ricerca in campo ecumenico e individuando possibili progetti di ricerca condivisi. Quest’anno il convegno, che si svolge nella sede del Centro per il dialogo ecumenico e interreligioso della comunità luterana degli Stati Uniti, affronta un tema considerato centrale per un ulteriore approfondimento del dialogo ecumenico alla luce di quanto è stato fatto nei decenni precedenti. Proprio la tensione alla dimensione storica dell’ecumenismo rappresenta una delle fonti privilegiate nel cammino della Naae, che l’anno scorso ha dedicato il proprio incontro annuale a una riflessione sull’e re d i t à ecumenica del Vaticano II a cinquant’anni dalla sua apertura per una valutazione dello stato della recezione delle istanze ecumeniche discusse in concilio. Il tema di un confronto sui modelli di unità nella diversità è stato scelto perché considerato un elemento fondamentale in un momento nel quale ci si interroga sulle piste di ricerca da percorrere per uscire da una situazione nella quale nuovi soggetti e nuove questioni sembrano frenare la riflessione sull’unità dei cristiani che sono chiamati a confrontarsi con le istanze della società contemporanee e le prospettive di un dialogo interreligioso sui valori umani. Il programma del convegno rispecchia il desiderio della Naae di riflettere sulla situazione presente tenendo bene in mente quanto i cristiani sono riusciti a fare negli anni passati, anche nella quotidianità della testimonianza cristiana, superando così difficoltà e pregiudizi; per questo il convegno si apre con una relazione nella quale mettere in evidenza l’importanza di valorizzare sempre più il contributo offerto dalle comunità locali al cammino ecumenico, dal momento che proprio questa esperienza costituisce una fonte privilegiata della ricerca teologica. Si avranno poi le presentazioni delle posizioni delle Chiese e comunità ecclesiali riguardo al tema dell’unità nella diversità in relazione ai passi compiuti dal dialogo teologico. Si prende poi in esame la partecipazione degli evangelicali al dialogo ecumenico per mettere in evidenza quali e quante sono le «finestre» di dialogo che si sono aperte in questi ultimi anni, ponendo nuove questioni alla testimonianza ecumenica nelle comunità locali, dove si trovano a convivere sensibilità, talvolta distanti, su temi etici. In questa linea si colloca anche una relazione sulla partecipazione al dialogo ecumenico delle comunità ortodosse nordamericane, che hanno giocato e giocano un ruolo di primo piano nel tentativo di trovare forme di comunione.
(©L'Osservatore Romano 27 settembre 2013)