Un incontro singolare e magnifico
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- Creato: 15 Maggio 2013
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ROMA , 15. «L’incontro con Sua Santità il Papa di Roma è stato singola- re e magnifico; è stato un incontro con la verità, ricolmo di benedizio- ne. Il Papa di Roma è una delle ra- re persone al mondo che, quando le incontri, ti senti raggiunto dalla be- nedizione, attingi da lui gioia, attin- gi da lui forza. Ogni sua parola è una comunicazione spirituale, anche i bambini sono attratti da queste persone»: sono le parole del Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco, Tawadros II rilasciate nel corso di un’intervista pubblicata dal sito in rete coptcatholic.net. Il capo dei copto ortodossi ha raccon- tato lo storico incontro avuto in Va- ticano, nella mattinata di venerdì 10 maggio, con Papa Francesco. Tawa- dros ricorda con altre parole sugge- stive la visita: «quando l’automobile è arrivata in Vaticano ho trovato di fronte a me il Papa che mi ha accol- to. È stato un impatto di grande umiltà e di grande amore». Per il Patriarca «il primo obietti- vo della visita era quello di congra- tularmi con il Papa Francesco per la sua elezione alla sede di Pietro, così come risposta alle congratulazioni che mi ha mandato il precedente Papa di Roma in occasione della mia intronizzazione alla Sede di San Marco Evangelista». Il secon- do, aggiunge, «era quello di rag- giungere una maggiore apertura tra le due Chiese. Io dico sempre che l’unità dei cristiani è come il segno della croce: alla base c’è l’a m o re , poi si sale con il dialogo e lo studio, per arrivare alla pienezza nella pre- ghiera. Questa è la Croce che ci ac- comuna: l’amore, il dialogo, lo stu- dio e la preghiera». Tawadros, trac- ciando i risultati della visita, ha espresso profondo apprezzamento per «l’amore grande verso la Chiesa copta ortodossa che ho incontrato qui a Roma». A tal proposito ha anche osservato: «Io so che i punti di accordo sono veramente tantissi- mi e, personalmente, nel prossimo periodo cercherò di approfondire la reciproca conoscenza per compren- derci sempre di più. Lo Spirito San- to ci doni “cuori aperti” e “menti aperte”, perché le menti e i cuori chiusi “fermano le barche navigan- ti”, come dice da noi un detto assai diffuso». Il Patriarca si è inoltre soffermato sulla proposta di fare del 10 maggio una festa di comunione tra le due Chiese, spiegando: «tra la prima visita di Papa Shenouda III e la se- conda visita di Papa Giovanni Paolo II , sono trascorsi 27 anni, e tra la se- conda visita di Papa Giovanni Paolo II e Papa Shenouda III sono trascor- si 13 anni e questo conferma che le distanze si sono sempre ravvicina- te». D’altra parte, conclude, «quan- do il tempo si allunga ci fa dimenti- care e per questo ho suggerito di fissare questa festa, il 10 maggio, quale giornata di amore fraterno da celebrarsi nelle nostre chiese, condi- videndo i messaggi tra il Papa di Roma e il Papa di Alessandria, per confermare questo amore, questa co- municazione, questa vicinanza e questa apertura all’altro; per poter condividere il nostro amore»
© Osservatore Romano - 16 maggio 2013