Le intimidazioni ai cristiani danneggiano l’islam

1-  mani verso il cielo-medioIL CAIRO, 20. Minacce che fanno paura, che non vanno sottovalutate, ma che, paradossalmente, «danno modo a tanti musulmani sinceri di uscire dal silenzio e di reagire»: il vescovo di Guizeh dei Copti, Antonios Aziz Mina, spiega all’agenzia Fides che anche quest’anno, alla vigilia delle feste natalizie, la rete internet diviene veicolo di attacchi e intimidazioni nei confronti delle comunità cristiane in Egitto.
Ma «non ci facciamo intimidire e cerchiamo di vivere con serenità i giorni che ci separano dal Natale». Le correnti estremiste per anni hanno approfittato della passività e del silenzio. «Adesso — osserva monsignor Mina — si nota una resistenza diffusa. In tanti hanno preso coscienza che tali derive fanatiche fanno male a tutti, sia ai cristiani sia ai musulmani». In questi giorni siti islamisti richiamano i musulmani a esimersi da ogni forma di partecipazione, anche indiretta, alle feste cristiane, attaccando coloro che presentano gli auguri ai propri vicini in occasione del Natale. Per non parlare delle minacce di morte e delle istigazioni a organizzare attentati contro le chiese in occasione delle affollate celebrazioni liturgiche, con particolare riferimento alle comunità cristiane presenti nei governatorati di Al-Minya, Alessandria e Fayoum. La gravità delle minacce ha spinto autorevoli rappresentanti del mondo accademico islamico a scendere in campo per denunciare e condannare le intimidazioni contro i cristiani. È il caso di Amna Nosseir, già decana della facoltà di Studi islamici all’università di Al Azhar, che ha invitato cristiani e musulmani a proteggere insieme le chiese da qualsiasi possibile attacco, e di Fawzi Al Zafzaf, già presidente del Comitato permanente di Al Azhar per il dialogo con la Santa Sede, per il quale l’istigazione all’odio religioso proviene da «nemici della patria» che rinnegano il vero islam.

© Osservatore Romano - 21 dicembre 2014