Ascolto e rispetto reciproco
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- Creato: 05 Dicembre 2014
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«Cristiani e musulmani: credenti nella società»: è stato questo il tema del terzo summit cristiano-musulmano che si è svolto a Roma dal 2 al 4 dicembre e i cui partecipanti sono stati ricevuti in udienza
in Vaticano da Papa Francesco mercoledì 3. Il summit riunisce leader religiosi e studiosi cristiani (cattolici ed episcopali anglicani) e musulmani (sunniti e sciiti) di tutto il mondo, al fine di promuovere le relazioni tra le religioni e interculturali e per affrontare le questioni di conflitto, in particolare quelle tra i seguaci delle due religioni. La delegazione cattolica era guidata dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, mentre per la delegazione sunnita c’era il principe El Hasan bin Talal di Giordania, presidente del consiglio del Royal Institute for Interfaith Studies (Amman, Giordania).
A capo della delegazione episcopale anglicana era John Bryson Chane, vescovo della diocesi episcopale anglicana di Washington e primo consigliere per il dialogo interreligioso della Washington National Cathedral; infine, per la delegazione sciita, era presente l’ayatollah Sayyed Mustafa Mohaghegh Damad, direttore degli studi islamici all’Accademia delle scienze dell’Iran. Fra gli ospiti d’onore ricordiamo il metropolita Emmanuel di Francia, rappresentante del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e il rabbino Abraham Skorka. Tutti i partecipanti si sono mostrati preoccupati del momento drammatico che si vive a livello mondiale e specialmente in Medio oriente e in alcuni Paesi africani, dove si registrano violenze disumane e senza precedenti. Al termine del seminario si è tenuta una sessione pubblica, alla quale sono stati invitati a partecipare diplomatici accreditati presso la Santa Sede, persone impegnate nel dialogo tra le religioni e operatori dei media. Nell’occasione è stato letto l’Invito all’azione del summit , documento conclusivo di un incontro caratterizzato dal mutuo rispetto, dall’apertura e dall’ascolto reciproco, messaggio di riconciliazione, di pace e fraternità.
© Osservatore Romano - 6 dicembre 2014
in Vaticano da Papa Francesco mercoledì 3. Il summit riunisce leader religiosi e studiosi cristiani (cattolici ed episcopali anglicani) e musulmani (sunniti e sciiti) di tutto il mondo, al fine di promuovere le relazioni tra le religioni e interculturali e per affrontare le questioni di conflitto, in particolare quelle tra i seguaci delle due religioni. La delegazione cattolica era guidata dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, mentre per la delegazione sunnita c’era il principe El Hasan bin Talal di Giordania, presidente del consiglio del Royal Institute for Interfaith Studies (Amman, Giordania).A capo della delegazione episcopale anglicana era John Bryson Chane, vescovo della diocesi episcopale anglicana di Washington e primo consigliere per il dialogo interreligioso della Washington National Cathedral; infine, per la delegazione sciita, era presente l’ayatollah Sayyed Mustafa Mohaghegh Damad, direttore degli studi islamici all’Accademia delle scienze dell’Iran. Fra gli ospiti d’onore ricordiamo il metropolita Emmanuel di Francia, rappresentante del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e il rabbino Abraham Skorka. Tutti i partecipanti si sono mostrati preoccupati del momento drammatico che si vive a livello mondiale e specialmente in Medio oriente e in alcuni Paesi africani, dove si registrano violenze disumane e senza precedenti. Al termine del seminario si è tenuta una sessione pubblica, alla quale sono stati invitati a partecipare diplomatici accreditati presso la Santa Sede, persone impegnate nel dialogo tra le religioni e operatori dei media. Nell’occasione è stato letto l’Invito all’azione del summit , documento conclusivo di un incontro caratterizzato dal mutuo rispetto, dall’apertura e dall’ascolto reciproco, messaggio di riconciliazione, di pace e fraternità.
© Osservatore Romano - 6 dicembre 2014