Jihadisti corpo estraneo all’islam
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- Creato: 30 Ottobre 2014
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ATENE, 30. «Stiamo vivendo momenti davvero difficili, in particolare in Siria, dove negli ultimi anni sono stati distrutti chiese, moschee, monasteri, ma i nostri fedeli cristiani ortodossi sono ancora lì»: è quanto ha dichiarato al quotidiano «Vima» il patriarca greco-ortodosso di Antiochia, Giovanni X Yazigi, durante una recente visita in Grecia. «In Siria — ha ricordato — ci sono circa un milione e mezzo di cristiani. Cerchiamo di vivere una vita normale nonostante le mille difficoltà. Continuiamo ancora a sopportare questa situazione e ci auguriamo che questa nube possa dissolversi nel più breve tempo possibile».Da più di due anni, da quando i rappresentanti del patriarcato grecoortodosso di Antiochia, in un messaggio, hanno dichiarato che i jihadisti non hanno alcun legame con la tradizione dell’islam nel Vicino Oriente, molti hanno recepito questa presa di posizione con molta attenzione. Secondo Giovanni X Ya z i gi, «il jihadismo è un movimento straniero che non ha nulla a che vedere con lo spirito della Siria o del Libano. Questo, purtroppo, viene dal di fuori — ha sottolineato il patriarca — e alcune grandi potenze hanno le loro responsabilità. Questo fenomeno estremista, che ha raggiunto l’apice con l’uccisione di esseri umani in nome di Dio, non è mai esistito. Non viene accettato da nessuno, nemmeno dai musulmani stessi». Il patriarca non ha dubbi nell’affermare che questo clima di tensione provoca problemi a chiunque: «Tutti hanno problemi, la Siria, il Libano, la popolazione, cristiani e musulmani. E noi, come patriarcato, ricordiamo spesso che abbiamo origine da questi Paesi, siamo nati qui. Ci vivevano i nostri padri, i nostri nonni. Ci siamo stati prima dell’islam, durante e dopo, e abbiamo ottimi rapporti con i musulmani locali. Ripetiamo sempre — ha proseguito il patriarca ortodosso — che abbiamo una storia comune e anche il futuro è comune per tutti noi. Apparteniamo tutti allo stesso Paese. Abbiamo gli stessi diritti, sia cristiani che musulmani. Tutti sanno — ha ricordato — che in Siria le feste cristiane, come la Pasqua e il Natale, sono giorni festivi. Ma questi uomini (i jihadisti) sono fanatici. Sono un corpo estraneo alla nostra società. Noi, come patriarcato, diciamo la verità. Vi sono in gioco molti interessi». Giovanni X ha inoltre evidenziato come molto spesso i media diano risalto a notizie di scarso interesse rispetto ad altre che potrebbero coinvolgere intere comunità. Al riguardo, ha rivolto un pensiero particolare ai due vescovi metropoliti di Aleppo — il siro-ortodosso Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco-ortodosso Boulos al-Yazigi — sequestrati il 22 aprile dello scorso anno. «Di questi nostri fratelli — conclude il patriarca — il mondo tace. Non sappiamo nulla di loro. Nessuno Stato ci dice cosa succede. Dei due vescovi si sono perse le tracce, e allo stesso tempo tutti parlano di diritti umani. Ma dove sono i diritti dell’uomo quando si tace?».
© Osservatore Romano - 31 ottobre 2014