Storica dichiarazione comune di ebrei, cattolici e musulmani
- Dettagli
- Creato: 04 Luglio 2014
- Hits: 1230
Papa Francesco ha voluto compiere a Roma un gesto di riconciliazione tra due nemici che oggi sembrano inconciliabili, Israele e Palestina. Imitando questo gesto ci siamo radunati in un momento di preghiera per invocare la pace in tutto il mondo, ma soprattutto per la pace in Colombia». Il rabbino Alfredo Goldschmidt, rappresentante della comunità ebraica colombiana, ha sottolineato in particolare come «la preghiera per la pace è l’occasione per chiudere la porta dell’odio e della violenza, quando accade in Colombia, così come in Medio oriente». La cerimonia è stata scandita da momenti di musica e preghiera ed è terminata con la firma e la lettura della dichiarazione interreligiosa da parte delle tre comunità. Ospite e testimone dello storico evento è stato il vice presidente della Repubblica, Argelino Garzón, che ha voluto sottolineare l’importanza del gesto portandolo come esempio per i colombiani e per tutti gruppi e le nazioni in situazione di guerre fratricide. Intanto, nei giorni scorsi, a conclusione di una riunione della Commissione di conciliazione nazionale (Ccn), guidata dalla Chiesa cattolica, monsignor José Daniel Falla Robles, vescovo ausiliare di Cali e segretario generale della Conferenza episcopale della Colombia ha lanciato un appello affinché i colloqui di pace in corso a L’Avana tengano conto di tutte le vittime assicurando un indennizzo equo. «È facile — ha detto il presule — decidere politiche e accordi senza guardare la persona, ma la chiave è il dolore della persona. Chi ha compiuto qualche atto di terrorismo deve capire il dolore che ha causato, ogni atto riveste una grande responsabilità sociale». In quell’occasione, il vescovo ha anche lanciato un appello perché si «tengano in considerazione tutti coloro che soffrono e anelano a una nazione riconciliata. Ci piacerebbe — ha aggiunto — che sul tavolo delle trattative a Cuba ci fosse sincerità per tutto ciò che riguarda un veloce negoziato di pace. La cosa migliore per il nostro Paese è deporre le armi e cominciare a costruire la pace, e ci deve essere una grande trasparenza». Profonda gratitudine e soddisfazione per le parole dette dal vescovo sono state espresse dal vice presidente colombiano Garzón. «Noi tutti — ha sottolineato — dobbiamo ascoltare questa terza voce così autorevole, come è la voce della Chiesa cattolica e della Ccn in quanto il Paese ha bisogno di proposte di dialogo e di riconciliazione nazionale».
© Osservatore Romano - 5 luglio 2014