Svizzera Ulteriori passi nelle relazioni con i luterani. Chiamati all’unità - L'Osservatore Romano

lutheran(Francesco Ricupero) La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno (18-25 gennaio) ha un sapore particolare poiché mette in risalto i progressi compiuti nei rapporti tra cristiani di diverse confessioni. E lo dimostra la
pubblicazione lanciata nei giorni scorsi, durante un servizio di preghiera nella cappella del Centro ecumenico di Ginevra, dal titolo: The Lutheran World Federation’s Commitments on the Ecumenical Way to Ecclesial Communion. Si tratta di un opuscolo di facile consultazione all’interno del quale vengono riassunti i recenti progressi ed elenca i sei modi in cui i luterani promettono di impegnarsi nella ricerca dell’unità piena e visibile di tutti i cristiani.
«Essere luterani significa essere ecumenici»: questa convinzione è al centro del documento sugli impegni ecumenici della Flm, dove nella prima parte offre riflessioni teologiche sull’ecumenismo e poi esamina in maniera più approfondita i rapporti ecumenici della Flm e la comprensione luterana dell’ecumenismo. La seconda parte, invece, è il nucleo del documento e contiene i «sei impegni»: ciascuno dei quali include un forte slancio personale per l’ecumenismo e suggerimenti per una sua applicazione pratica. La pubblicazione è stata l’occasione per ricordare il ventesimo anniversario di un accordo chiave, noto come Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (Joint Declaration on the Doctrine of Justification, Jddj). Firmato originariamente dalla Federazione luterana mondiale (Flm) e dalla Chiesa cattolica nel 1999, il testo è stato approvato da altre tre comunità cristiane del mondo: metodisti, anglicani e riformati.
Di recente, il segretario generale della Flm, Martin Junge, ha ricordato che «molti traguardi sono stati raggiunti nel dialogo ecumenico. Nelle relazioni cattolico-luterane, la percezione reciproca non è definita dai conflitti avvenuti nel passato, piuttosto «dalla chiamata all’unità promessa e già data che si trova dinanzi a noi. È stato raggiunto un punto di svolta, le cose si stanno muovendo. Quindi — ha spiegato il pastore luterano — c’è ragione di sperare e ci si aspetta che questa speranza sostenga e plasmi il nostro successivo dialogo. Non fermiamoci ora!».
Con questa pubblicazione, quindi, la Federazione luterana mondiale riafferma i propri impegni ecumenici alla luce di questi ultimi sviluppi. Impegni che sono stati formalmente adottati dal Consiglio della Flm nel 2018, mettendo in pratica la promessa della comunione luterana di essere più responsabile nei confronti dei suoi interlocutori ecumenici. Tutti gli attori coinvolti sono consapevoli che il dialogo è l’unica strada percorribile per raggiungere l’unità in Cristo. Non a caso, i dialogo multilaterale tra i cinque firmatari della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, che si terrà a breve, ha un enorme potenziale poiché ripone grandi speranze. È proprio nei dialoghi, infatti, che gli attori coinvolti cercheranno di trovare quell’unità in Cristo. Un’unità che, dentro le differenze, offre un contributo vitale e di arricchimento.
«Con i cattolici — ha ricordato il vescovo finlandese Kaisamari Hintikka, segretario generale aggiunto per le relazioni ecumeniche e direttore del dipartimento di teologia e testimonianza pubblica della Federazione luterana mondiale — stiamo portando avanti con grande impegno dibattiti teologici costanti e permanenti da più di cinquant’anni, adesso, però, è giunto il momento di guardare che cosa implica tutto ciò nella vita delle nostre comunità locali».
L'Osservatore Romano, 22-23 gennaio 2019.