Le sfide della Chiesa in Iraq

«Una parte del mio cuore è rimasta in Iraq»: con queste parole, il cardinale Fernando Filoni, attuale Gran Maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, sintetizza la sua esperienza di nunzio apostolico in Iraq, vissuta dal 2001 al 2006. Anni complessi che videro esplodere, nel 2003, la seconda guerra del Golfo, con tutte le sue drammatiche conseguenze. In quel tragico contesto, la Chiesa in Iraq divenne un punto di riferimento per la popolazione cristiana e non solo, come lo stesso cardinale Filoni spiega nel volume “La Chiesa in Iraq. Storia, sviluppo e missione, dagli inizi ai nostri giorni” (Lev, 2015, 256 pagine).
 
Il cardinale, a margine di un convegno su Papa Luciani alla Gregoriana, risponde alle domande dei giornalisti sull’attualità. Anzitutto i casi di femminicidio, alla vigilia della manifestazione di domani, 25 novembre, a Roma: “Serve un grande lavoro sinergico da parte di tutte le agenzie educative senza messaggi contraddittori”. Sul conflitto in Medio Oriente ribadisce la vicinanza del Papa “a chiunque soffra” ed esorta al perdono: “Non è facile ma può produrre qualcosa di nuovo nel mondo".
 
Patriarch Sako Led the Ordination Ceremony of Bishop Imad Khoshabeh as Archbishop of Tehran.
 
Nell'ultima settimana per tre volte i bambini delle scuole di Terra Santa sono scesi in piazza a Gerusalemme e Betlemme per pregare e chiedere la pace per tutti, israeliani e palestinesi. Padre Faltas, vicario della Custodia: "I bambini della Terra Santa chiedono la pace perché soffrono il male di una guerra che non vogliono e di cui non sono la causa”.
 
Il Papa riceve una delegazione riunita a Roma su iniziativa del Guru Nanak Darbar di Dubai e ringrazia per il servizio svolto in diversi Paesi che “pur lontani dalle terre di origine, sono diventati casa vostra”: "Servendo i bisognosi e i sofferenti, le vostre stesse vite sono state benedette ed arricchite".