Il matrimonio cristiano

Nozze di Cana01Pubblichiamo la parte centrale di una relazione che il metropolita ortodosso del Belgio ha tenuto nel 2005 all’università cattolica di Lovanio.

di ATHENAGORAS PECKSTADT

Il matrimonio è un mistero o sacramento istituito al momento della creazione attraverso la benedizione di Dio. Il popolo eletto lo vedeva quindi come un mistero che aveva le sue origini nella creazione divina. Ciò è confermato da Cristo, che dice: «Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola» (Marc o , 10, 6-8). Secondo le Sacre Scritture il matrimonio è fondato dunque sulla distinzione, alla prima creazione dell’uomo, tra uomo e donna («Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» [Genesi, 1, 27]). Quindi sulla creazione della donna da una costola di Adamo (Genesi, 2, 21-24). E, inoltre, sulla benedizione di Dio ai primi creati con le parole: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Genesi, 1, 27-28).
Questi tre elementi rendono il matrimonio una pratica spirituale per eccellenza, non solo a causa della semplice alleanza tra due persone, ma soprattutto per il fatto che è una espressione della volontà di Dio. L’alleanza naturale del matrimonio diventa simile a un’alleanza divina, da qui quindi anche il suo carattere pienamente mistico che la Chiesa mette in rilievo. L’elemento principale e pertanto più essenziale del matrimonio è l’unione di ogni persona con una sola persona del sesso opposto. Questo elemento di una sola persona nel matrimonio viene mantenuto anche dopo la caduta delle prime creature create nell’Antico testamento, sebbene possa anche non essere stato sempre rispettato nella pratica. Questo elemento del matrimonio presume una somiglianza con la relazione tra Dio e il popolo eletto. Questo elemento di una sola persona nel matrimonio è confermato dall’insegnamento di Cristo sullo stesso. Paolo è il primo a comprendere l’essenza dell’insegnamento di Cristo sul matrimonio e la sua santità. Lo descrive così: «Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Efesini, 5, 32). L’espressione «in riferimento a Cristo e alla Chiesa» significa, secondo Paolo, che il vincolo spirituale di amore, d’impegno e di sottomissione reciproca dei coniugi — che è il vincolo della loro totale apertura — esiste solo se si conforma all’amore di Cristo e della sua Chiesa (cfr. Efesini, 5, 22-33). La relazione tra i coniugi che nasce dal matrimonio è, in altri termini, tanto essenziale, intensa e spirituale quanto quella tra Cristo e la Chiesa. L’unità della Chiesa — quale comunità di battezzati — con Cristo e il suo mantenimento avvengono attraverso il sacramento della divina Eucaristia. Esso è al centro di tutti i sacramenti e pone gli uomini in una prospettiva escatologica. Il matrimonio “trasfigura” così anche l’unità tra marito e moglie in una nuova realtà, vale a dire vista nella prospettiva della vita in Cristo. Perciò l’apostolo Paolo non esita a definire questo passo decisivo nell’esistenza umana un «mistero» (o sacramento) a immagine di Cristo e della sua Chiesa. È questa l’unica ragione per cui un matrimonio veramente cristiano può essere unico, «poiché è un mistero del regno di Dio, che introduce gli uomini alla gioia eterna e all’amore eterno». Questa unità — realizzata attraverso il sacramento del matrimonio — non è un’azione unilaterale della Chiesa. In fondo l’uomo non è chiamato a partecipare passivamente alla grazia di Dio, ma a farlo come suo collaboratore. E anche quando l’uomo diventa collaboratore, continua a essere soggetto alla debolezza e al peccato dell’esistenza umana. In questa luce anche la procreazione viene vista come collaborazione dell’uomo con la creazione. Il mistero o sacramento del matrimonio si ricollega direttamente al mistero della vita, della nascita di anime umane, dell’immortalità e della loro morte. Secondo il pensiero teologico ortodosso il fine è anzitutto l’a m o re reciproco, la relazione e l’aiuto vicendevole tra i coniugi in vista del loro completamento in Cristo. Solo dopo vengono il contenimento della loro passione sessuale e la procreazione. È da notare che nel Nuovo Testamento non troviamo alcun riferimento che colleghi il matrimonio alla procreazione. Il racconto dell’istituzione del matrimonio si trova nel capitolo secondo del libro della Genesi, che dice che «l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (2, 24), senza parlare di procreazione. San Giovanni Crisostomo dice a proposito: «Sono due i motivi per i quali il matrimonio è stato istituito, per far sì che un uomo sia soddisfatto con una sola moglie e per donargli dei figli, ma è il primo quello più importante». Per quanto concerne la procreazione, il matrimonio non la include necessariamente prova ne sono i matrimoni nei quali avere figli non è possibile. È caratteristico da parte dei Padri della Chiesa dire: «Dove c’è Cristo c’è la Chiesa», il che dimostra che il rapporto coniugale ha un carattere ecclesiale. Per questo Paolo parla di «comunità che si riunisce nella loro casa» (Romani, 16, 5) e Giovanni Crisostomo di «piccola Chiesa». A Cana, in Galilea, Gesù «manifestò la sua gloria» (Giovanni, 2, 11) nel grembo di una «chiesa domestica». Paul Evdokimov suggerisce che «questo matrimonio, di fatto, è il matrimonio dei due sposi con Cristo. È lui a guidare e — secondo i Padri della Chiesa — a farlo in tutti i matrimoni cristiani». L’amore reciproco tra marito e moglie è un amore comune verso Dio. Ogni momento della loro vita diventa una glorificazione di Dio. Giovanni Crisostomo lo esprime così: «Il matrimonio è un’icona mistica della Chiesa». Il matrimonio, nella sua forma più pura, è un ordine naturale secondo l’intenzione divina. È questa la base della famiglia, che è la comunità nella quale riescono a svilupparsi i sentimenti più nobili dell’uomo. Il matrimonio è nella sua essenza un’istituzione santa e la sua santità è stata suggellata attraverso la Chiesa, che vede il matrimonio come istituzione divina e mistero. Pertanto, a creare il matrimonio non sono l’intesa e la libera volontà dei coniugi, ma è essenziale soprattutto la grazia di Dio, che viene data attraverso l’approvazione della Chiesa nella persona del vescovo. La dottrina riguardante l’indissolubilità del matrimonio si basa sulla sua santità. La santità e l’indissolubilità del matrimonio esaltano la monogamia. L’Antico Testamento contiene frequenti riferimenti a tale riguardo (cfr. Malachia , 2, 14). Tuttavia, come mistero o sacramento, il matrimonio cristiano si deve indubbiamente confrontare con lo stato di “p eccato” degli uomini. Viene presentato come ideale irraggiungibile. C’è però una differenza netta tra un “sacramento” e un “ideale”, poiché il primo è non solo un’esperienza che coinvolge l’uomo, ma anche un’esperienza nella quale egli agisce in comunione con Dio; in ciò egli diventa collaboratore dello Spirito Santo, pur rimanendo umano nelle sue debolezze e nei suoi difetti. La teoria dell’indissolubilità del matrimonio ha un forte significato pedagogico. La motivazione data da Cristo è un ordine. Coloro che s’impegnano nell’alleanza matrimoniale devono fare tutto il possibile per non separarsi, poiché devono ringraziare Dio per la loro unità. Ma la motivazione aggiunta: «L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto» (Marc o , 10, 9; cfr. Matteo, 19, 6) non significa un’adesione magica. Escludendo il battesimo, in ogni mistero o sacramento è necessario l’esercizio della libera volontà dell’uomo. «Non separi» è una richiesta divina proprio come «non uccidere». Ma l’uomo è libero e quindi può sciogliere il proprio matrimonio e uccidere un altro uomo. In entrambi i casi commette peccato grave. Nei secoli la Chiesa è rimasta fedele al principio al quale fa riferimento Paolo, secondo cui un nuovo matrimonio è un’aberrazione dello statuto cristiano. In tal senso la dottrina ortodossa conferma non soltanto l’“indissolubilità” del matrimonio, ma anche la sua unicità. Ogni vero matrimonio può essere soltanto “unico”.

© Osservatore Romano - 21 agosto 2015

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