Oltre il Filioque

cristo-abbraccia-croceÈ sulla «comune fede dell’oriente e dell’occidente nello Spirito Santo» che il predicatore della Casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa, ha centrato la terza predica per la quaresima tenuta venerdì 20 marzo nella cappella Redemptoris mater del Palazzo Apostolico, alla presenza del Papa.

Per secoli, ha subito ricordato il cappuccino, «la dottrina della processione dello Spirito Santo in seno alla Trinità è stato il punto di maggior attrito e accuse reciproche tra oriente e occidente, a causa del famoso “Filioque”». Dopo aver ricostruito «lo stato della questione», ha riconosciuto che «oggi, nel clima di dialogo e di mutua stima che si cerca di stabilire tra ortodossia e Chiesa cattolica, questo problema non sembra più un ostacolo insormontabile alla piena comunione». E anche «da parte di qualificati rappresentanti della teologia ortodossa si è disposti a riconoscere, a certe condizioni, la legittimità della dottrina latina» ha spiegato padre Cantalamessa. E così, ha fatto notare, «come sempre il dialogo, quando è fatto davvero “nello Spirito”, non si limita ad appianare le difficoltà del passato, ma apre nuove prospettive». Tanto che «la novità più grande nella pneumatologia attuale non consiste infatti solo nel trovare finalmente un accordo sul “Filioque”, ma nel ripartire dalla Scrittura in vista di una sintesi più ampia e con uno spettro di domande più ampio e meno condizionato dalla storia passata».

Proprio «da questa rilettura, già da tempo avviata, è emerso un dato preciso: lo Spirito, nella storia della salvezza, non è solo inviato dal Figlio, ma anche inviato sul Figlio; il Figlio non è solo colui che dà lo Spirito, ma anche colui che lo riceve». E «il passaggio dall’una all’altra fase della storia della salvezza, dal Gesù che riceve lo Spirito al Gesù che lo invia, è costituito dall’evento della croce».

© Osservatore Romano - 20-21 marzo 2015