Una settimana di Passione

Scene della Crocifissione e della Risurrezione. Evangeliario di Rabbula VI secolo«Alla porta di chi, Signore misericordioso, andremo a bussare, se non alla tua?». Questa preghiera dalla liturgia siro-occidentale della settimana santa insiste su un tema comune alle diverse liturgie orientali: Cristo grande intercessore presso il Padre perché ci apra le porte della sua misericordia, porte che simbolicamente e anche sacramentalmente verranno aperte la notte di Pasqua, quando entreremo nella chiesa luogo di luce e di vita nuova. Nella chiesa di Sant’Atanasio in via del Babuino a Roma, officiata dal Pontificio collegio greco, la domenica delle Palme alle 10.30 si celebra la liturgia di san Giovanni Crisostomo nella contemplazione del Signore che entra vittorioso come re a Gerusalemme.
Con il mattutino del lunedì santo, celebrato la sera della stessa domenica, iniziano le celebrazioni dei tre primi giorni, incentrate sull’attesa del Signore, che viene come sposo della Chiesa. Da lunedì a mercoledì santi alle 18.45 si celebra la liturgia dei doni presantificati, cioè il vespro con la comunione ai santi doni consacrati la domenica precedente. Il giovedì santo alle 10.30 si svolge la Divina liturgia di san Basilio e, con il sabato santo, è questa una delle dieci volte all’anno in cui si utilizza questa antica anafora. Nel pomeriggio alle 18 si celebra il grande mattutino della “santa e immacolata passione del Signore nostro Gesù Cristo”, in cui vengono cantate le dodici pericopi evangeliche della passione e morte del Signore. Venerdì si celebrano alle 10 le “grandi ore” e il vespro con la deposizione del Signore dalla croce e la sua sepoltura sotto l’a l t a re . Nel pomeriggio alle 18 si canta già il mattutino del sabato santo. In quest’ufficiatura si intonano gli enkòmia, lamentazioni funebri ma allo stesso tempo piene di speranza della Madre di Dio, della Chiesa e di ogni cristiano. Questa celebrazione si conclude con la processione con il Cristo morto che esce dalla chiesa e vi rientra passando sotto l’icona di Cristo, «attraverso la sua morte». La celebrazione della Pasqua inizia alle 23 del sabato santo con l’ufficiatura di mezzanotte al buio, il lucernario, la processione fuori dalla chiesa e la proclamazione del vangelo della risurrezione. Al canto del tropario di Pasqua si rientra in chiesa e la celebrazione prosegue con il mattutino di Pasqua e la Divina liturgia di san Giovanni Crisostomo, che si celebra anche alle 10.30 della domenica di Pasqua. La sera alle 19 si canta il vespro, seguito dal vangelo dell’incontro del risorto con i discepoli.

Manuel Nin

© Osservatore Romano - 6 aprile 2014