Martyrs
Sacerdoti in terra di martirio
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- Creato: 21 Aprile 2016
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BAGHDAD, 21. Si terrà dal 20 al 22 giugno prossimo ad Ankawa la prima assemblea di tutti i vescovi e i sacerdoti caldei presenti in Iraq convocata nei giorni scorsi dal patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël I Sako, per riflettere sulla spiritualità, la teologia e la vocazione sacerdotale davanti alle urgenze e alle emergenze vissute dai cristiani del Medio oriente in questa fase storica travagliata, anche alla luce dei suggerimenti che il Papa riserva alla missione a cui sono chiamati tutti i pastori in cura di anime.Gli incontri — riferisce l’agenzia Fides — si articoleranno intorno a tre relazioni principali, tra le quali figura anche quella intitolata: «Il sacerdote alla luce degli scritti e delle parole di Papa Francesco» affidata all’arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, monsignor Yousif Thomas Mirkis. Nelle ultime riunioni, i vescovi caldei hanno richiamato l’urgenza di trovare forme adeguate per curare la formazione permanente del clero e seguire la crescita spirituale e pastorale di tutti i sacerdoti. Il patriarca di Babilonia dei Caldei aveva già rivolto nel luglio del 2013 una lettera ai sacerdoti in cui si prendeva atto che la debolezza nell’e s e rc i z i o dell’autorità centrale, la vacatio di numerose sedi episcopali, la mancanza di sicurezza, nonché lo stato di perenne emergenza sociopolitica vissuto dall’Iraq avevano avuto ripercussioni ed «effetti anche sull’identità dei sacerdoti e sulla loro spiritualità, creando una situazione che non può continuare » e che, secondo il presule, va affrontata con risolutezza riscoprendo il vero volto della vocazione e della missione sacerdotale. Già in quella lettera, il patriarca di Babilonia dei Caldei aveva fatto riferimento ai richiami ripetuti di frequente da Papa Francesco per ricordare a tutti che il ministero sacerdotale «è una missione, non una professione o un business».
© Osservatore Romano - 22 aprile 2016