Le sofferenze della Terra santa
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- Creato: 14 Marzo 2015
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GERUSALEMME, 14. Un invito alla comunità internazionale e alle Nazioni Unite a intervenire in favore dei rifugiati siriani e iracheni in Giordania «per non lasciarli nella loro situazione di disperazione». Un appello urgente alla «ricostruzione di Gaza per aiutare le migliaia di famiglie rimaste senza casa dopo l’ultimo conflitto». Un richiamo alla centralità dell’opera educativa delle scuole cristiane, minacciate dai tagli delle sovvenzioni, e la richiesta di un rinnovato impegno delle realtà ecclesiali nel sostegno ai profughi e agli immigrati africani e asiatici. Questi i tre punti centrali affrontati durante l’ultimo incontro semestrale degli ordinari cattolici di Terra santa. La riunione, svoltasi presso il convento francescano di Gerusalemme, ha visto la partecipazione dei presuli cattolici di Giordania, Palestina, Israele e Cipro. Tra gli argomenti affrontati anche quelli relativi al lavoro pastorale da compiere in vista della prossima canonizzazione delle due beate palestinesi, suor Marie Alphonsine Ghattas e la carmelitana Mariam Bawardi, in programma a Roma il 17 maggio, e del prossimo sinodo dei vescovi sulla famiglia nel mese di ottobre. A tal proposito, auspicando che il sinodo «porti molti frutti», i vescovi sperano in un «approfondimento relativo alla nullità del matrimonio rendendola più flessibile senza toccare il principio dell’unità e indissolubilità». In questo senso, si sottolinea anche «la necessità di migliorare la preparazione al matrimonio e la formazione continua delle coppie». Dal comunicato finale dell’assemblea, diffuso dal patriarcato di Gerusalemme dei Latini, emerge che i vescovi hanno discusso anche della situazione delle scuole cristiane che dovrebbero, a loro avviso, continuare a poter offrire «oltre ad eccellente formazione accademica e umana, la formazione religiosa a tutti gli studenti». In particolare, per le scuole in Israele i vescovi invitano «a proseguire il dialogo con il ministero dell’Istruzione per risolvere la questione delle sovvenzioni e della partecipazione dei genitori al sostegno finanziario delle scuole, con la convinzione che lo scopo delle nostre scuole non è il profitto ma l’educazione per eccellenza». Nel documento si ribadisce inoltre l’intenzione della Chiesa di farsi carico con sollecitudine «dei migranti asiatici e africani che vivono in una situazione precaria», segnata dallo sfruttamento, dalla discriminazione e dalla mancata tutela dei diritti fondamentali. Quanto ai rifugiati provenienti da Siria e Iraq, i presuli di Terra santa esprimono serie preoccupazioni. Le risorse messe in campo dalla Caritas, avvertono, diminuiscono con il prolungarsi delle situazioni di crisi. E il progressivo deterioramento delle loro condizioni di vita chiama in causa in maniera sempre più pressante le responsabilità della comunità internazionale e dell’Onu.
© Osservatore Romano - 15 marzo 2015