Il Patriarcato di Gerusalemme istituisce una parrocchia personale per i migranti
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- Creato: 05 Aprile 2018
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Mentre la politica in Israele si scontra sulle espulsioni dei richiedenti asilo, viene creato un vicariato ad hoc guardando anche «a chi vive in situazioni spesso irregolari» Il Patriarcato latino di Gerusalemme istituirà una parrocchia personale per i migranti e i rifugiati in Israele. Ad annunciarlo con una lettera ai parroci è l’amministratore apostolico monsignor Pierbattista Pizzaballa; ed è una scelta che arriva proprio in un momento in cui in Israele è particolarmente calda la discussione sul tema dei migranti, dopo la vicenda dell’accordo con l’Onu sui richiedenti asilo che il premier Netanyahu lunedì ha prima annunciato e poi cancellato nell’arco di poche ore, sotto pressione dell’estrema destra e dei movimenti anti-immigrazione.
«Da diversi anni la comunità ecclesiale in Israele si è arricchita di decine di migliaia di stranieri che stabilmente vivono nel nostro territorio e affollano le nostre chiese - ricorda Pizzaballa -. Filippini, indiani, srilankesi e molti altri sono ormai diventati parte integrante della nostra comunità. Accanto a loro sono arrivati negli ultimi anni anche rifugiati, provenienti dal Sud-Sudan e dall’Eritrea».
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