Dalla paura alla dignità

martiri-2KIEV, 11. «Vi chiediamo di continuare a pregare per la pace in Ucraina, per la pace e la riconciliazione basata sulla giustizia. Come cristiani, crediamo che ogni persona che mostra solidarietà con i sofferenti sarà benedetta e riceverà abbondanti grazie da Dio. Il Signore dona dignità attraverso la benedizione e le vostre benedizioni dell’Ucraina sono in grado di trasformare, aiutano a trasfigurare un popolo in pellegrinaggio».
Si conclude con queste parole il messaggio inviato ai fedeli dai membri del sinodo permanente dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina riunitosi dal 4 al 6 giugno a Kiev. Nel documento, a firma dell’a rc i -vescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, si elencano i principali avvenimenti degli ultimi sei mesi, «avvenimenti drammatici, a volte tragici, ma alla fine vivificanti». L’Ucraina è vista come una nazione che ha vissuto un lungo pellegrinaggio dalla paura alla dignità e all’integrità, durante il quale la solidarietà morale e spirituale dei fedeli si è rivelata cruciale per i cittadini e per le Chiese.
Mesi in cui — si legge nel messaggio — la voce dei cristiani (ortodossi, cattolici, protestanti), degli ebrei, dei musulmani, è stata univoca, a difesa dei diritti dei cittadini e contro la violenza, a favore del dialogo, «unico modo legittimo per risolvere la crisi politica e sociale. Siamo grati a tutti i nostri fratelli e sorelle nella fede per questa unità profetica». I vescovi greco-cattolici ricordano di aver rivolto a Papa Francesco speciali espressioni di gratitudine per aver sostenuto con la preghiera e l’esortazione il desiderio di pace e giustizia in Ucraina. «Oggi l’Ucraina è un Paese diverso, la società rinnovata. Il tuo contributo a questa rinascita è vitale», scrivono rivolgendosi ai fedeli. «La dignità che gli ucraini desiderano non è principalmente materiale. Essi si riferiscono a una dignità data da Dio, a un rispetto dovuto per la loro stessa esistenza. Il diritto all’auto-determinazione, all’integrità territoriale, culturale e soprattutto ecclesiale è stato brutalmente violato nel passato ed è svilito oggi». Di fronte a ostacoli di ogni genere, osserva ancora il sinodo della Chiesa greco-cattolica, «milioni di ucraini hanno dimostrato pacificamente, forgiando una sempre più forte solidarietà interetnica, interconfessionale e interculturale. L’Ucraina è casa di gruppi di persone e di religioni che coesistono pacificamente. La sua società civile rinnovata difende il proprio Paese e il bene comune. Insieme i cittadini ucraini esprimono il loro “no” alla tirannia, all’illegalità, alla violenza e all’irresponsabilità, personale e sociale, locale e internazionale».

© Osservatore Romano - 12 giugno 2014