Appuntamento nel Libano delle fedi. A marzo 2019 l’incontro dei giovani di Taizé - L'Osservatore Romano
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- Creato: 26 Luglio 2018
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Approfondire la fede attraverso la preghiera comune e la lettura condivisa della Bibbia, far scoprire ai giovani europei la ricca tradizione delle Chiese d’oriente, mettere in luce l’importanza delle relazioni ecumeniche che esistono già nel paese e farle scoprire ai partecipanti di altre nazioni: sono questi alcuni degli obiettivi dell’incontro ecumenico internazionale dei giovani che si svolgerà in Libano dal 22 al 26 marzo 2019. Organizzato dalla comunità di Taizé in collaborazione con le Chiese cristiane libanesi e con il Consiglio delle Chiese del Medio oriente, il raduno vedrà la partecipazione di un migliaio di persone, di età compresa fra i 18 e i 35 anni, provenienti, oltre che dal Libano, da Giordania, Siria, Palestina, Iraq, Egitto, e da vari paesi europei.I giovani verranno a contatto con la lunga esperienza di coabitazione dei cristiani libanesi con le diverse comunità musulmane, scopriranno la bellezza di una nazione nota per il suo calore e la sua ospitalità, proveranno a individuare un futuro insieme nella speranza di un lavoro comune fra continenti.
Come gli altri raduni organizzati dalla comunità di Taizé, anche l’International ecumenical youth meeting in Lebanon seguirà il tradizionale programma (ancora da definire nei dettagli). I partecipanti verranno alloggiati in parte presso famiglie di Beirut e dintorni, in collegamento con la parrocchia più vicina, in parte nei locali messi a disposizione dalle Chiese. L’incontro vero e proprio comincerà sabato 23 marzo con la preghiera del mattino e la liturgia nella parrocchia d’accoglienza, proseguirà con l’ascolto di testimoni del Vangelo, artigiani del dialogo e persone impegnate per il bene comune nella società, per terminare con l’approfondimento in gruppi del tema spirituale della giornata e la preghiera della sera. Lunedì 25, solennità dell’Annunciazione del Signore, sarà caratterizzato soprattutto da una festa interreligiosa che metterà l’accento sul tema del dialogo e della coabitazione fra musulmani e cristiani, attorno alla figura di Maria.
La comunità di Taizé raccomanda ai partecipanti di informarsi nel frattempo sulla storia del Libano e sulle numerose confessioni e culture cristiane che lo abitano, maronita soprattutto, ma anche ortodossa, greco-cattolica, sira, armena, caldea, copta, senza dimenticare alcune denominazioni protestanti. Il Libano — dove quasi il 65 per cento della popolazione, fra sunniti, sciiti e drusi, professa l’islam — resta paese dalla grande tradizione di pace e convivenza tra i cittadini.
L'Osservatore Romano, 26-27 luglio 2018