IRAQ-RIFUGIATI - Incertezza, paura e speranza fra i cristiani che tornano a Mosul
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- Creato: 20 Giugno 2018
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Cento famiglie sono rientrate nel settore orientale della metropoli del nord. Un sacerdote caldeo nell’opera di ricostruzione. Oltre alle case vi è da ricostruire un tessuto sociale ed economico. Dai leader musulmani un invito: senza cristiani non vi è vera rinascita. Mosul (AsiaNews) - Dopo quattro anni “vi è ancora un clima di incertezza” fra i profughi di Mosul e della piana di Ninive, perché l’opera di ricostruzione “prosegue, ma con lentezza” e oltre alle case “bisogna garantire un futuro attraverso il lavoro”. È quanto racconta ad AsiaNews don Paolo Thabit Mekko, descrivendo la lenta rinascita di Mosul e della piana di Ninive a un anno dalla vittoria - militare - sulle milizie dello Stato islamico (SI, ex Isis) che hanno fatto della metropoli del nord per lungo tempo la loro roccaforte. “La situazione generale di incertezza che si respira nel Paese - aggiunge il sacerdote - acuita dallo stallo nella formazione del nuovo governo e le accuse di brogli, contribuiscono a complicare ancor più la situazione e generano paura”.
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