Assetati di bellezza
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- Creato: 12 Gennaio 2012
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«Se non vogliono più leggere la Sacra Scrittura, gliela farò conoscere io attraverso la musica», così aveva detto Lorenzo Perosi dedicandosi a un tipo di composizione, l’oratorio, che non suscitava grande interesse nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, quando ancora primeggiava l’op era, rappresentata da grandi maestri come Giacomo Puccini e Pietro Mascagni. Perosi era sacerdote e musicista, era stato organista a San Marco di Venezia, poi, dal 1898, direttore della Cappella Sistina a Roma, pertanto la musica spirituale era per così dire il suo «mestiere», eppure la sua sfida alla mentalità laica che si faceva strada era dettata da ragioni interiori, da una vita di fede intensa, anche se non priva di difficoltà. Del resto, soltanto un’autentica spinta interiore poteva rinnovare una musica sacra che in quel periodo offriva solo composizioni deboli, poco interessanti sia per gli specialisti che per il po di cattolici russi guidati da Valentina Novakovskaja. Va a loro il merito di aver ideato un festival annuale che valorizza le due grandi tradizioni musicali cristiane d’oriente e d’occidente in ciò che di meglio hanno saputo creare per celebrare il Natale. pubblico. Perosi è stato veramente un rinnovatore della musica sacra: ha coltivato e rivalutato il canto gregoriano senza disprezzare la modernità presente nella musica colta contemporanea, di cui tratteneva però soltanto «gli accenti di bontà, gravità, serietà». Assetato della bellezza che può muovere l’animo verso il Creatore, Perosi aveva fatto tesoro di tutta la ricchezza della tradizione millenaria della musica sacra: da questo lavorio era nato tra l’a l t ro l’oratorio Il Natale del Redentore, scritto nel 1899 per il centenario dell’invenzione della pila di Volta, che il sociologo cattolico Giuseppe Toniolo volle celebrare come un progresso fondato sull’unione di fede e scienza. Natale «del Redentore » perché i testi scelti da Perosi per il suo oratorio natalizio accostano al tema della nascita quello della passione, infatti così come per il cristiano il giorno della morte è il dies natalis, a maggior ragione questo vale per Cristo stesso. Tutta questa ricchezza di significati, poco nota a noi occidentali e del tutto sconosciuta ai russi, ha trovato un nuovo straordinario canale di comunicazione col pubblico grazie all’iniziativa della fondazione De Boni Arte, un gruppo di cattolici russi guidati da Valentina Novakovskaja. Va a loro il merito di aver ideato un festival annuale che valorizza le due grandi tradizioni musicali cristiane d’oriente e d’occidente in ciò che di meglio hanno saputo creare per celebrare il Natale. Ormai da quattro anni il festival si muove tra Mosca, San Pietroburgo e altre città russe proprio nel periodo che va dal Natale cattolico a quello ortodosso; quest’anno in particolare, gli organizzatori russi, in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di Mosca, hanno cercato chi potesse eseguire per la prima volta in Russia la musica di don Lorenzo Perosi. Così è giunto dall’Italia il maestro Arturo Sacchetti, cultore e grande interprete di Perosi, per dirigere l’O rchestra sinfonica di Mosca e il Coro di musica sacra Blagovest. Alla presenza del nunzio apostolico in Ucraina, l’a rc i v e s c o v o Ivan Jurkovič, e dell’a rc i v e s c o v o metropolita della Madre di Dio di Mosca, Paolo Pezzi, nella cattedrale cattolica di Mosca stracolma di pubblico, l’oratorio di Perosi ha raggiunto i cuori, compiendo misteriosamente il desiderio dell’autore, come ha ricordato nel suo messaggio il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone: «Lorenzo Perosi avrebbe desiderato ardentemente eseguire l’oratorio di Natale in Russia, e una volta, trovandosi a Częstochowa per dirigere i suoi oratori, volse lo sguardo con speranza agli spazi immensi di quel Paese. Desiderando che si adempisse questo progetto tanto caro al suo cuore, si mise volonterosamente a studiare il russo. Ma non era ancora venuto il momento di realizzarlo. Oggi, invece, le attese del compositore si compiono, vengono sparsi i semi della musica sacra che può diventare vero alimento per la fede e per la speranza nella venuta del Regno dei Cieli».© Osservatore Romano - 12 gennaio 2012