Cantieri aperti a Mosca per la costruzione di nuove chiese ortodosse

Cremlino-2MOSCA, 24. A Mosca, nei giorni scorsi, ha avuto luogo un concerto di beneficenza per sostenere la realizzazione del piano di costruzione di duecento nuove chiese ortodosse nella capitale, concordato l’anno scorso fra il Patriarcato e l’amministrazione municipale. Sono intervenuti, fra gli altri, il Patriarca di Mosca, Cirillo, e il vicesindaco Alexander Gorbenko, il quale ha assicurato che il programma procede a pieno ritmo in tutti e dieci i distretti amministrativi della città, dove sono aperti diciannove cantieri: «Penso — ha detto nel suo discorso, ripreso dall’agenzia Interfax — che siamo sulla buona strada: ieri abbiamo chiuso un casinò, oggi edifichiamo una chiesa. È un’opera gradita a Dio». Ad aprile era stato il sindaco, Sergey Sobyanin, a rassicurare il clero ortodosso sull’impegno a completare presto il piano stabilito. Dal canto suo Cirillo ha ricordato che le costruzioni fatte al tempo del regime sovietico sono costituite da grandi complessi residenziali, generalmente senza la presenza di alcun edificio religioso, anche se vi abitano i nove decimi della popolazione moscovita. «La statistica — ha detto il primate ortodosso russo — è sorprendente: in certe zone c’è una sola chiesa per centomila abitanti». Una quantità così minima di chiese «è assolutamente insufficiente per soddisfare i bisogni attuali e crescenti dei moscoviti in materia di vita religiosa», ha sottolineato il Patriarca, esprimendo la sua speranza che, attraverso queste nuove parrocchie, ci sarà la possibilità di migliorare e di sviluppare la vita sociale, culturale ed educativa, nonché di aiutare la gioventù. Nel settembre 2010, Cirillo aveva affermato che sarebbero servite più di duecento nuove chiese: «Tenendo conto del numero dei battezzati e di una media di 11.200 persone a parrocchia — spiegò — a Mosca mancano quasi seicento chiese».

© Osservatore Romano - 24 dicembre 2011