Santa Sofia: la trappola di Erdogan - di Wael Farouq - rivista.vitaepensiero.it
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- Creato: 01 Agosto 2020
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“Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli che pregano i nostri soldati. Questo santo esercito protegge la nostra religione”. Non è un inno dell’ISIS, ma la poesia del poeta nazionalista turco Ziya Gökalp (1875-1924) che Erdogan ha recitato nel dicembre 1997 davanti a una folla di sostenitori e che gli ha procurato l’accusa di incitamento all’odio e la condanna a quattro mesi di carcere. Lo scorso anno, Erdogan l’ha ripetuta davanti a una folla di sostenitori del partito di governo: “Vi ricordate di questa poesia? La conoscete? Possiamo recitarla di nuovo? Vediamo dove è arrivata la Turchia e scopriamo insieme cosa significa libertà.”leggi tutto