Giornata contro la tratta, Czerny: terribile aumento durante il lockdown (+ audio)
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- Creato: 31 Luglio 2020
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"Una ferita dell'umanità", una "mercificazione" contro la quale serve ancora tanto lavoro. Il Papa nel tweet di oggi richiama l'attenzione sulle vittime della tratta, del lavoro forzato, della prostituzione e del traffico di organi. Crimini che non si sono fermati con la pandemia e che vanno combattuti a tutti i livelli. Il cardinale sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale riflette con noi sull'impegno della Chiesa e sull'urgenza di mettere in discussione comportamenti sociali che alimentano la "domanda" di sfruttamentoFausta Speranza – Città del Vaticano
"La tratta di persone continua ad essere una ferita nel corpo dell’umanità contemporanea. Ringrazio di cuore tutti coloro che operano a favore delle vittime innocenti di questa mercificazione della persona umana. Tanto rimane ancora da fare! ". Con questo tweet Papa Francesco torna oggi a pronunciarsi, come tante volte nel corso del suo pontificato, sul drammatico fenomeno del traffico di esseri umani che nel mondo coinvolge circa 40 milioni di persone.
Secondo il Rapporto sul traffico di esseri umani dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), quasi un terzo sono minori. Inoltre, il 71% del totale è costituito da donne e bambine. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) denuncia che 21 milioni di persone siano vittime di lavoro forzato, spesso collegato anche allo sfruttamento sessuale. C’è poi il drammatico fenomeno del traffico degli organi che sfugge alle stime, ma che resta un innegabile risvolto. Della drammaticità e della pervasività del fenomeno, che interessa tutti i Paesi, di origine, di transito o di destinazione delle vittime, abbiamo parlato con il cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale:
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