Europa Per l’Unhcr il Mediterraneo è la rotta più letale al mondo. Intesa sulla Sea Watch - L'Osservatore Romano
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- Creato: 30 Gennaio 2019
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È stata raggiunta l’intesa per lo sbarco, immediato, degli immigrati a bordo della Sea Watch. Italia, Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta hanno concordato che dopo lo sbarco sulle coste italiane, i 47 migranti a bordo dell’imbarcazione battente bandiera olandese ormai da 12 giorni in mare e da cinque nella rada di Siracusa saranno distribuiti nei vari paesi. Intanto, l’Unhcr conferma il drammatico allarme: la rotta del Mediterraneo è diventata per rifugiati e migranti «la più letale al mondo». Il tasso di mortalità tra i migranti che attraversano il mare dalla Libia verso l’Italia o Malta è più che raddoppiato lo scorso anno quando le missioni di ricerca e salvataggio navali sono state ridotte. Secondo il rapporto «Viaggi disperati» pubblicato oggi dall’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), sebbene il numero totale di morti nel Mediterraneo centrale si sia ridotto a meno della metà nel 2018 rispetto all’anno precedente, lo scorso anno c’è stata una morte per ogni 14 migranti che hanno attraversato questa rotta. Il tasso era uno su 38 nel 2017. In totale sono circa 2275 le persone morte o scomparse attraversando il Mediterraneo nel 2018, nonostante il significativo calo del numero di arrivi nelle coste europee. Coloro che hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare hanno perso la vita a un ritmo agghiacciante: una media di sei vite stroncate ogni giorno.
Nel rapporto si legge che gli arrivi in Italia nel 2018 sono stati cinque volte inferiori rispetto all’anno precedente, mentre la Grecia ha accolto un numero simile di arrivi via mare e ha registrato un numero quasi tre volte superiore di persone giunte attraverso il confine con la Turchia.
L'Osservatore Romano, 30-31 gennaio 2019