Doppio giubileo per i fedeli in Russia
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- Creato: 12 Aprile 2016
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MOSCA, 12. Per la Chiesa cattolica di rito latino in Russia l’anno giubilare della misericordia coincide con un altro importante giubileo: il venticinquesimo anniversario della sua prima riorganizzazione nelle Repubbliche sovietiche di Bielorussia, Russia e Kazakhstan. Era infatti il 13 aprile 1991 (quindi più di otto mesi prima dello scioglimento ufficiale dell’Unione Sovietica), quando fu possibile offrire in questo modo «una nuova vita alla Chiesa cattolica in Russia e in Asia centrale dopo settant’anni di illegalità ». A scriverlo — in una lettera pastorale in occasione dell’anno giubilare della misericordia ripresa dall’agenzia Sir — sono i vescovi, i quali invitano a volgere lo sguardo a quell’evento, ringraziano Dio «per tutti i suoi benefici in questi venticinque anni» ed esortano tutti i fedeli a pregare con una novena di ringraziamento, affinché «la gioia e la gratitudine non lascino i nostri cuori». Nel documento i presuli ripercorrono la storia dolorosa del secolo scorso, risalendo al 1917 quando iniziò una vera e propria via crucis lunga settant’anni durante i quali vi furono persecuzioni violentissime e vennero «distrutte le strutture esterne della Chiesa», dai luoghi di culto ai seminari. «Sono pagine tragiche — scrivono i vescovi — e nello stesso tempo gloriose della storia della nostra Chiesa. Noi fedeli del 2000 dobbiamo custodire con premura la memoria dei martiri e confessori della fede del ventesimo secolo ». Il 1° dicembre 1989, poche settimane dopo la caduta del muro di Berlino, vi fu lo lo storico incontro in Vaticano tra Giovanni Paolo II e Mikhail Gorbachev, che rese possibile già nei primi mesi del 1990 l’arrivo a Mosca di un rappresentante della Santa Sede, l’arcivescovo Francesco Colasuonno (1925-2003) che poi, nel 1998, venne creato cardinale. Così, il 13 aprile di venticinque anni fa — ricordano i presuli — «la Chiesa cattolica in Russia e nelle repubbliche dell’Asia centrale, dopo settant’anni di clandestinità, trovò una nuova vita». Oggi, con spirito di gratitudine, i vescovi invitano le comunità cattoliche in Russia a vivere il giubileo della misericordia: «Proviamo ad aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, ai feriti, ai disprezzati. In questo giubileo ancora di più la Chiesa è chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta». Nella Federazione russa si contano l’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, guidata da monsignor Paolo Pezzi, la diocesi di San Clemente a Saratov, con a capo monsignor Clemens Pickel, la diocesi della Trasfigurazione a Novosibirsk, affidata a monsignor Joseph Werth, e la diocesi di San Giuseppe a Irkutsk (che si estende fino al confine estremo con la Cina), sotto la responsabilità di monsignor Cyryl Klimowicz.
© Osservatore Romano - 13 aprile 2016