La fondazione Agha Khan ricostruirà la Moschea degli Omayyadi e i suq di Aleppo
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- Creato: 15 Dicembre 2017
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Il Sussidiario, 15 dicembre 2017 - E' l'aprile del 2013 quando in seguito a furiosi combattimenti il minareto della moschea duecentesca degli Omayyadi di Aleppo crolla distrutto dalle bombe. Un danno doloroso per i credenti musulmani e tragico per l'intera umanità, in quanto patrimonio dell'Unesco, risalente addirittura al 1090, uno dei più antichi in assoluto. Originario di Aleppo, anche se in Italia da molti decenni, Radwan Khawatmi, imprenditore di successo, quel giorno di aprile è uno dei tanti che soffre per quanto accaduto. Si rivolge al principe Aga Khan IV, presidente della fondazione che porta il suo nome e che si occupa di oltre 150 progetti di sostegno economico, culturale, sociale in tutto il mondo per i più poveri e lo convince a dare vita a un progetto per la ricostruzione della moschea e dello storico minareto. Domani mattina alle ore 10, presso l'Hotel Ramadà Plaza in via Stamira Ancona a Milano, Khawatmi presenterà ufficialmente questo progetto che è già stato definito il più impegnativo e costoso al mondo per il recupero di un edificio storico. Interverranno anche Giampaolo Silvestri, segretario generale dell'Avsi, i senatori Paolo Romani e Mario Mauro e l'eurodeputato Massimiliano Salini. In questa conversazione Khawatmi ci ha anticipato l'evento.
Dottor Khawatmi, ci può parlare del progetto che presenterà sabato mattina?
E' un progetto che riguarda la città di Aleppo. La guerra, che io non chiamo civile perché non esistono le guerre civili, ha portato alla distruzione della seconda più importante moschea del mondo islamico, ma importante anche per il mondo intero perché patrimonio dell'Unesco, e con essa il suo antichissimo minareto, esempio unico nell'architettura islamica. E' stata una tragedia per tutto il mondo islamico, soprattutto perché coloro che hanno distrutto questa moschea si dichiaravano musulmani, lascio immaginare che devastazione culturale e umana hanno portato queste bande di criminali. Come nativo di Aleppo, non potevo rimanere indifferente.
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2017/12/15