
BEIRUT, 25. La situazione in Siria e le violenze che insanguinano tutta la regione mediorientale, con il conseguente esodo di tanti fedeli cristiani, sono stati al centro dei lavori del sinodo della Chiesa grecomelkita, che si è tenuto presso la residenza patriarcale estiva di Ain Trez, in Libano. Nel contesto dell’incontro annuale — riferisce AsiaNews — i padri sinodali hanno analizzato alcuni rapporti dettagliati sulla situazione delle diocesi in Siria e hanno pregato affinché giunga «il tempo della pace e della ricostruzione » dopo cinque anni di sanguinoso conflitto. Per quanto concerne il Libano, i padri hanno pregato per l’elezione «il prima possibile» del nuovo presidente della Repubblica, carica vacante da oltre un anno, oltre che per il dialogo fra le varie parti politiche. Si è registrata anche la prima visita ufficiale di un patriarca siroortodosso, Ignatius Aphrem II, al sinodo greco-melkita. E, sempre in tema di ecumenismo, il sinodo ha dato adesione alla proposta di Papa Francesco che mira a unificare la data della Pasqua. Del resto, nel suo discorso introduttivo, il patriarca di Antiochia dei Greco- Melkiti, Gregorios III Laham, affrontando il tema dell’unità fra i cristiani, ha sottolineato che «ciò che ci avvicina è molto più grande di quanto ci separa». In questi tempi di guerre e persecuzioni «in Siria e in Iraq — ha aggiunto — stiamo vivendo un ecumenismo di sangue». Durante i lavori del sinodo è stata riservata particolare attenzione anche al tema della pastorale familiare, rilevando le numerose sfide che vengono da un mondo sempre più secolarizzato, che sembra non lasciare «posto a Dio e ai valori cristiani». Per questo è stata proposta l’istituzione di centri di catechesi e di formazione in preparazione al matrimonio, come pure la promozione di luoghi di ascolto e di accoglienza per le famiglie in crisi. Infine, il sinodo ha deliberato l’inserimento nell’Ordinamento liturgico di nuovi santi, alcuni dei quali provenienti dalla tradizione latina. Tra questi Francesco d’Assisi, Giovanni Paolo II, Giovanni XXIII, Rita da Cascia, don Bosco, Ignazio di Loyola, Teresa d’Avila, Teresa di Lisieux, Vincenzo de’ Paoli e Alfonsina.
© Osservatore Romano - 26 giugno 2015