La strada dell’ecumenismo
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- Creato: 24 Giugno 2015
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Dove va l’ecumenismo in Canada? È l’interrogativo che ha percorso il sesto Canadian Forum on Inter-Church Dialogues, che si è svolto nei giorni scorsi a Saskatoon. Il forum è stato promosso dalla Commissione fede e testimonianza del Canadian Council of Churches, in collaborazione con il Prairie Centre for Ecumenism e dal Canadian Centre for Ecumenism, testimoniando così fin dalla sua progettazione, la dimensione ecumenica di questo incontro nel quale non si è fatto semplicemente un bilancio sulle molte iniziative. Infatti con il forum si è voluto pensare a come sviluppare questo dialogo, soprattutto alla luce delle nuove prospettive aperte dalle parole e dai gesti di Papa Francesco per un sempre maggior coinvolgimento dei cristiani nella salvaguardia del creato e nella costruzione di una cultura dell’accoglienza. Anche quest’anno, come ha ricordato Maria Simakova, coordinatrice della Commissione fede e testimonianza, il forum è stato una straordinaria occasione per tutti coloro che, a vario livello, sono coinvolti in prima persona nel dialogo ecumenico in Canada, dal momento che ha dato la possibilità di discutere delle esperienze delle comunità locali, di condividere notizie sui programmi attivi e su quelli in via di definizione e di fare il punto della situazione sullo stato dei dialoghi ecumenici nazionali e internazionali. A Saskatoon, in un clima nel quale si è fatto esperienza di quanto i cristiani vivano l’unità nella diversità — come è apparso evidente dai tre momenti di preghiera, celebrati secondo la tradizione luterana, cattolica e ortodossa — particolarmente azzeccata si è rivelata anche la scelta dei due relatori, la cattolica madre Donna Geernaert e il battista Timothy George. Infatti, la religiosa, membro della Commissione internazionale anglicano-cattolica sull’unità e la missione, ha affrontato il tema del rapporto tra testimonianza e spiritualità nel dialogo ecumenico, mettendo in evidenza come queste dimensioni non possono essere disgiunte. George, impegnato in prima persona nel dialogo tra battisti e cattolici, ha parlato delle prospettive del cammino ecumenico a cinquant’anni dal Vaticano II, soffermandosi soprattutto su quanto deve essere ancora recepito delle istanze ecumeniche, formulate dal concilio per una sempre più visibile comunione. Nel forum, al quale ha portato la sua testimonianza anche monsignor Donald Joseph Bolen, vescovo di Saskatoon, si è voluto dedicare un momento particolare alla memoria di Margaret O’Gara, scomparsa nel 2012, che in molti hanno ricordato come maestra e testimone del dialogo ecumenico. I suoi scritti, alcuni dei quali sono stati raccolti di recente in un volume presentato al forum, costituiscono una preziosa fonte per comprendere che il cammino ecumenico rappresenta una strada che i cristiani del ventunesimo secolo non possono abbandonare. Nel corso dell’incontro si è fatto anche il punto sullo stato dei dialoghi ecumenici nazionali e locali, con particolare riguardo al Québec e alla città di Saskatoon. Allo stesso tempo si è celebrato il quarantesimo anniversario del dialogo tra la Chiesa cattolica e la United Church, che in questi anni ha esplorato questioni di carattere pastorale, teologico ed etico nel tentativo di superare «disinformazione, stereotipi e pregiudizi» che spesso hanno impedito la condivisione di prospettive comuni. L’i n c o n t ro si è concluso con l’annuncio che la settima edizione del forum si terrà a Montreal nel 2017. (riccardo burigana)
© Osservatore Romano - 25 giugno 2015