Capaci di una missione
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- Creato: 21 Febbraio 2015
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Si tratta di un impegno che — come ha ricordato anche Paul Jordan, direttore di KairosEme — deve essere alimentato dalla Parola di Dio e dalla condivisione delle esperienze per vivere la missione nella luce di Cristo, speranza per ogni uomo e per ogni donna.
Dopo l’esperienza del febbraio dell’anno scorso a Londra, dove si è riflettuto sulla dimensione profetica della missione, a Lovanio il confronto è partito dal modo di vivere la centralità di Cristo nella quotidianità della testimonianza della fede; un invito a condividere le speranze e le difficoltà della missione in un momento nel quale i cristiani sono chiamati ad annunciare il Vangelo in una società sempre più secolarizzata, nella quale si moltiplicano atti di violenza e di intolleranza che si richiamano alla re l i g i o n e . A introdurre il tema della necessità e della forza della missione cristiana nel ventunesimo secolo è stato chiamato Jean Barbara, presidente della Sword of the Spirit, una piccola ma attiva comunità ecumenica presente in varie parti del mondo. Barbara, che ha alle spalle una lunga esperienza nel campo della missione nel Vicino oriente, ha parlato dell’imp ortanza di proclamare la buona novella in modo diretto, cercando forme che possano consentire una missione ecumenica nella quale far convivere le diverse tradizioni cristiane. Nel tempo presente è fondamentale che la missione dei cristiani favorisca la creazione di ponti in grado di far superare le differenze etniche, economiche e culturali che costituiscono un ostacolo alla realizzazione di una piena fraternità. Un’azione missionaria ecumenica aiuta anche un processo di continuo rinnovamento del cristianesimo e il cammino verso l’unità; insieme i cristiani possono testimoniare, con maggiore efficacia, la Parola di Dio che può dare la speranza a tutti, in particolare a coloro che hanno vissuto il dramma di veder distrutta la loro terra dalla violenza e dalla guerra. Le parole di Barbara, che ha costantemente richiamato la Parola di Dio come fonte privilegiata dell’esp erienza cristiana e del cammino ecumenico, sono state solo una delle tante voci che hanno animato il “weekend di Ka i ro s ”, come viene chiamato l’incontro annuale. La condivisione delle esperienze dell’annuncio di Cristo nelle comunità locali, il dibattito sui progetti di Kairos-Eme, la lettura e l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera in comune, anche con canti e animazioni di singoli gruppi, hanno favorito la conoscenza diretta e la comunione spirituale tra i giovani che provenivano dall’Inghilterra, dall’Irlanda, dal Belgio, dalla Germania, dalla Polonia, dal Libano, solo per citare i Paesi maggiormente rappresentati a Lovanio. Il weekend nelle Fiandre fa parte di un programma di incontri, promossi da Kairos, che nel 2015 prevedono, tra l’altro, un’esp erienza di “accoglienza degli ultimi” in India (dal 24 giugno all’8 luglio) e un pellegrinaggio per la riconciliazione a Londonderry (dal 4 al 13 luglio): con questi incontri Kairos Europe and the Middle East vuole offrire ai giovani delle opportunità concrete di formazione evangelica in modo da riaffermare la necessità di una missione ecumenica per vincere la violenza.
Riccardo Burigana