È il tempo di osare l’unità

annunciazione-vetrataCristiani sotto uno stesso tetto

Nel nostro percorso ecumenico, uno degli interrogativi a cui dobbiamo urgentemente trovare una risposta è il seguente: come possiamo, noi cristiani, mostrare che l’unità è possibile nel rispetto del pluralismo? Se riuscissimo a farlo, non recheremmo solo un beneficio ai cristiani, ma renderemmo anche un grande servizio al mondo. Se riuscissimo a essere insieme in una vera unità, accettando al contempo il pluralismo, diverremmo un segno in un’umanità che cerca essa stessa la propria unità.

Oggi la globalizzazione del mondo è spesso percepita come una minaccia. Alcune paure sono legate all’unificazione degli spazi economici e politici, come la paura di perdere le proprie radici. Tensioni o addirittura violenti conflitti possono nascere per questioni di lingua, d’identità. Molti faticano a vedere la globalizzazione in modo positivo. Di conseguenza certi sono portati a mettere in evidenza le loro differenze. Ciò è vero anche tra i cristiani. Sebbene non vi siano mai stati tanti rapporti tra Chiese come ci sono oggi, non ci sono neppure mai state tante Chiese e comunità cristiane diverse. Ciò che le distingue è a volte presentato come un’opportunità per soddisfare i bisogni del maggior numero possibile di persone.
Senza alcun dubbio, le nuove comunità cristiane che nascono continuamente corrispondono alle aspirazioni di persone che amano sinceramente Cristo. Ma alcuni arrivano a chiedersi: una comunione visibile dei cristiani è davvero auspicabile?

Con la sua croce e la sua resurrezione, Cristo ci ha uniti in una nuova alleanza con Dio. Quanti amano Cristo sono invitati a formare nella sua sequela una grande comunità d’amicizia. È chiamata comunione.

di fratel Alois

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