Testimoni della risurrezione
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- Creato: 18 Aprile 2014
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«È qualcosa che dovrebbe accadere ogni anno, per il bene dell’unità dei cristiani e per la comune testimonianza nel mondo», ha aggiunto Tveit, invitando le Chiese a «portare avanti con maggiore determinazione la ricerca di una via da seguire per il riconoscimento di una data comune per questa festività». Il responsabile del Consiglio ecumenico delle Chiese ha ricordato la consultazione di Aleppo (e il relativo documento), nel 1997, durante la quale si sottolineò che, celebrando questa importante solennità in giorni diversi, «le Chiese danno una testimonianza divisa di un aspetto fondamentale della fede apostolica, compromettendone la credibilità e l’efficacia nell’annunciare il Vangelo al mondo». Nel suo messaggio Tveit ha poi puntato l’attenzione sulla Siria e sul Vicino Oriente, sulle regioni del mondo che soffrono a causa di devastazioni di origine naturale o umana, e ha esortato tutte le Chiese a pregare affinché «si ponga fine alle violenza in Ucraina, Sud Sudan, Nigeria e Repubblica Centroafricana». In particolare, ha auspicato una soluzione politica e pacifica per l’Ucraina assicurando il sostegno della sua organizzazione. Il segretario generale del World Council of Churches ha ricordato le parole di un teologo luterano tedesco, Dietrich Bonhoeffer, a lungo detenuto e poi giustiziato in un campo di concentramento pochi giorni prima della fine della seconda guerra mondiale: «Vivere nella luce della Risurrezione: è questo il significato della Pasqua». Parole — ha detto il reverendo Tveit — che «sono state scritte durante la primavera del 1944 da Bonhoeffer. In una lettera a un amico, il giovane teologo e “prigioniero di coscienza” sottolineava che “ciò di cui abbiamo più bisogno nella nostra vita è la Risurrezione di Cristo per rinvigorire e purificare il mondo di oggi”». La preghiera comune delle Chiese, per questa Pasqua, ha concluso Tveit, è dunque che «i cristiani possano diventare un segno di pace e di unità per tutti i popoli che lottano per la giustizia e per la pace».
© Osservatore Romano - 19 aprile 2014